Berlusconi non candidabile, Strasburgo chiude il caso senza emettere sentenza

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Come chiesto dal leader di Forza Italia la Corte europea dei diritti umani ha deciso di chiudere il suo ricorso contro il modo in cui gli è stata applicata la legge Severino, senza una sentenza.

La Corte dunque ha oggi accettato di cancellare dal ruolo il ricorso presentato da Berlusconi, assistito davanti alla Corte dai legali Andrea Saccucci, Bruno Nascimbene, Edward Fitzgerald, Steven Powles.

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Del fondo fanno parte gli oltre 2 miliardi già stanziati dal governo Gentiloni per il Rei, il reddito di inclusione. La norma alla quale stanno lavorando i tecnici del governo, prevede una serie di paletti.

Per effetto della condanna, nel novembre del 2013, in attuazione della legge Severino entrata in vigore a fine 2012 e che prevede l'impossibilità per i condannati in via definitiva a più di due anni di reclusione per delitti non colposi e per reati punibili con almeno quattro anni di ricoprire incarichi pubblici per sei anni, Berlusconi viene reso incandidabile fino al 2019 e il giorno 27 il Senato convalida a maggioranza la decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di senatore. L'11 maggio scorso, infatti, il tribunale di sorveglianza di Milano ha garantito la riabilitazione giudiziaria all'ex premier (come richiesto dai suoi legali Franco Coppi e Niccolò Ghedini, essendo trascorsi i tre anni previsti dalla legge), avendogli riconosciuto "prove effettive e costanti di buona condotta" e che la sua pena "è stata interamente espiata con superamento positivo dell'affidamento in prova alla Sacra Famiglia". In virtù della stessa legge Severino Berlusconi non è stato candidabile alle elezioni del 4 marzo scorso. "Tuttavia la Corte - si legge ancora - prosegue l'esame del ricorso qualora il rispetto dei diritti dell'uomo garantiti dalla Convenzione e dai suoi Protocolli lo imponga". In realtà, la richiesta di processo era un argomento da campagna elettorale, ma Berlusconi sapeva come sarebbe finita la sentenza.

Data la sua riabilitazione da parte del Tribunale di Milano, aveva argomentato Silvio Berlusconi, una sentenza della Corte di Strasburgo sul suo ricorso non avrebbe avuto alcun effetto, dal momento che ora può di nuovo candidarsi alle elezioni e in ogni caso non è più possibile rimediare alla sua decadenza da senatore e all'incandidabilità.

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