'Quota 100': in pensione, ma niente più lavoretti

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Dall'anno prossimo scattano solo i 67 anni per la vecchiaia, requisito destinato a rimanere tale fino al 2023 se saranno confermate le attuali stime Istat sulla speranza di vita, che nel prossimo triennio prevedono un'inversione di tendenza e quindi un calo e non più un aumento della aspettativa di vita. Nelle scorse settimane il viceministro dell'economia Massimo Garavaglia aveva sostenuto come la quota 100 per le pensioni arrivasse al massimo entro il mese di febbraio anche se si sarebbe fatto di tutto per poterla rendere operativa già dal primo gennaio 2019. La misura, novità comprese, potrebbe essere introdotta con un emendamento nel passaggio al Senato del disegno di legge di Bilancio.

Le discussioni su quota 100 continuano ad essere molteplici, soprattutto in queste frenetiche ore in cui il governo sta completando la manovra finanziaria e con la necessità, per così dire, di farla mandare giù alla UE. Per evitare l'esodo di massa dei lavoratori con l'uscita anticipata quota 100, saranno reintrodotte le finestre di attesa, che sposteranno la decorrenza della pensione. Quasi certo anche l'irrobustimento della deducibilità dell'Imu sui capannoni. "La norma c'è, sarà resa nota a breve, è ragionata e condivisa tra i due partiti" e rappresenta "un incentivo forte al cambiamento" poiché riequilibra il mercato del lavoro offrendo a 350mila persone "la possibilità di scegliere di andare in pensione prima". Tanto più se si pensa a tutti coloro che potranno uscire avendo fra 38 e 42 anni di contributi, con 62 anni d'età.

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Con più del 40 per cento degli scambi totali con il resto dell'Europa, questo è un azzardo che il Regno Unito non può permettersi. La realtà è che nessuno è disposto a rovinarsi politicamente cercando di concludere la separazione dalla Ue.

Secondo il sottosegretario al Lavoro della Lega Claudio Durigon, Quota 100 dovrebbe vedere la luce intorno ad aprile, non è un segreto però che il leader del Carroccio Matteo Salvini punta a vararla prima. Inoltre si prevedono le finestre m di 3 mesi nel settore privato e 3+3 in quello pubblico. Il margine potrebbe essere sfruttato in parte per rafforzare le risorse da destinare a investimenti, nella prospettiva del confronto in corso con Bruxelles, e per un'altra fetta per compensazioni diverse all'interno della manovra.

Quota 100 pensioni e dipendenti pubblici: per i dipendenti pubblici oltre al meccanismo delle finestre viene introdotto anche un preavviso di 6 mesi che servirà agli uffici per gestire eventuali richieste massicce che potrebbero mettere in difficoltà il funzionamento stesso della macchina amministrativa. La scelta finale sul tipo e la portata dell'intervento di solidarietà sugli assegni elevati è legata a quella sulla spesa effettiva prevista per le pensioni di cittadinanza, ovvero l'adeguamento a 780 euro di una quota dei trattamenti oggi inferiori a quel tetto.

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