Fico sospende i rapporti col Cairo, 'serve svolta su Regeni' - Politica

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"Con grande rammarico annuncio ufficialmente che la Camera dei deputati sospenderà ogni tipo di relazione diplomatica con il Parlamento egiziano, fino a quando non ci sarà una svolta vera nelle indagini e un processo che sia risolutivo". Il pm Sergio Colaiocco lo ha annunciato ieri al Cairo durante il decimo vertice con i colleghi egiziani.

Non verrà chiesto il loro arresto, perché non esistono indizi o prove sufficienti, ma si procederà a iscriverli nel registro degli indagati per il sequestro, le torture e l'omicidio di Giulio Regeni. "Il caso non è ancora chiuso e gli egiziani continueranno a indagare fino a quando non arriveranno alla verità", ha garantito Abdallah che conduce la vita di sempre, la stessa di tre anni fa quando incontrò per la prima volta il ricercatore italiano. Il vicepremier, Matteo Salvini, ha tenuto a sottolineare che "il governo e anche il Parlamento con tutti i suoi esponenti, di maggioranza e opposizione, stanno facendo il massimo". I magistrati di piazzale Clodio accelerano quinidi l'iter delle indagini a carico di queste persone, appartenenti alle autorità e ai servizi segreti egiziani e identificati nei mesi scorsi dagli uomini del Ros e Sco. Da quel momento il lavoro degli investigatori italiani era finito con una informativa poi consegnata alle autorità egiziane nell'incontro svolto lo scorso dicembre.

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"A settembre - ha ricordato il presidente della Camera - sono andato al Cairo e avevo detto, sia al Presidente al-Sisi sia al presidente del Parlamento egiziano, che eravamo in una situazione di stallo". Resta il fatto che dall'analisi dei video non è stato possibile individuare alcuna immagine di Regeni. I filmati analizzati rappresentano il 5% del totale ripreso il 25 gennaio 2016 dalle telecamere posizionate all'interno della metropolitana del Cairo (il restante 95% non è risultato utilizzabile). Tutti i gruppi parlamentari hanno aderito alla proposta.

Le indagini sulla morte di Giulio Regeni continuano. Inutile dire che si trattava di un tentativo di depistaggio.

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