Tregua commerciale al G20

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Il simbolismo in vista della riunione di Xi è stato chiaro: l'amministrazione Trump ha cercato di trovare una causa comune con entrambe le nazioni nel contrastare l'egemonia regionale cinese. Non ancora una soluzione definitiva della sfida tra Usa e Cina sui commerci, ma nemmeno una rottura, che avrebbe sancito l'inizio della nuova guerra fredda. Può essere interpretato così il comunicato finale congiunto del G20 che si è concluso a Buenos Aires, Argentina.

Gli elementi che avevano alimentato un po' di ottimismo alla vigilia erano principalmente tre. Secondo, il suo rappresentante Lighthizer aveva dichiarato di aspettarsi che l'incontro sarebbe stato "un successo", anche perché senza un risultato positivo la missione del presidente a Buenos Aires sarebbe stata un fallimento. I due hanno cenato insieme. È nell'interesse dei popoli dei due Paesi assicurare buone relazioni sino-statunitensi; ciò è anche in linea con quanto si attende la comunità internazionale. Una minaccia, però, della quale non si fa menzione nel resoconto dei colloqui tra i due leader diffuso dalla Casa Bianca. L'accordo prevede la tregua sulle aliquote dal 10 al 25% atteso dal gennaio 2019 sull'import di 200 mld di dollari di beni cinesi. La Casa Bianca ha parlato di un "importante consenso" fra i due leader e ha riferito che la tregua commerciale durerà 90 giorni. Da parte sua la Cina ha deciso di comprare dagli Stati Uniti una non meglio specificata quantità di prodotti legati al settore agricolo, energetico e industriale.

Morto a 94 anni Bush padre
Uno dei primi politici a commentare la sua morte è stato Barack Obama , secondo cui gli Stati Uniti hanno perso "un patriota". Popolarità che fu poi travolta dalla crisi economica di quegli anni che lo condannò ad essere presidente di un solo mandato.

Xi Jinping ha indicato che la Cina e gli Usa devono farsi carico di pesanti responsabilità nella promozione della pace e della prosperità nel mondo. Si tratta ora di capire se Trump vede il confronto in queste proporzioni geopolitiche e strategiche, difficili da risolvere, oppure se è disposto ad accontentarsi di considerarlo risolto riducendo il deficit commerciale e strappando condizioni migliori per le aziende americane.

Cina e Stati Uniti cominceranno immediatamente i negoziati per i cambiamenti strutturali che riguardano le questioni di "trasferimento forzato di tecnologia, protezione della proprietà intellettuale, barriere non tariffarie, cyber-intrusioni e cyber-furti, servizi e agricoltura", che si dovranno concludere entro 90 giorni.

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