Gilet gialli, vertice di emergenza all'Eliseo

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Oggi è stata poi annunciata un'altra vittima collaterale delle proteste. Non è stato facile, perché qualche passante a lui favorevole ha gridato "Tenga duro!" e lo ha applaudito, ma molti gilet gialli lo hanno accolto con i fischi e con lo slogan più ascoltato da quando, tre settimane fa, è cominciata la protesta contro le tasse: "Macron démission!". Fra le zone più toccate quella di Tolosa (dove sono coinvolti una quarantina di istituti) e Creteil (con una ventina di scuole coinvolte). "La porta del governo resta aperta", ha detto il premier al termine della riunione con l'unico rappresentante dei gilets-jaunes rimasto dentro, mentre su Change.org supera un milione di firme la petizione 'Pour une baisse des prix du carburant à la pompè lanciata dalla casacca gialla Priscilla Ludosky.

Per uscire dalla crisi molto dipenderà dall'effettiva possibilità di avviare un dialogo con i portavoce del movimento. Macron ha spiegato però che, all'ascolto della "rabbia legittima, dell'impazienza e della sofferenza di una parte di popolazione che vuole vivere meglio più rapidamente", per farvi fronte intende "proseguire con maggior forza" sul cammino delle riforme. Il presidente ha insistito sulla necessità che "nessuna delle azioni" violente di ieri "rimanga senza risposta giudiziaria". I rivoltosi non sono quindi i soliti figli di papà del genere The Dreamers e e nemmeno i maghrebini di seconda o terza generazione delle banlieu, ma francesi che si ritengono per certi versi i veri francesi. E ha potuto anche ascoltare: dall'altra parte della piazza, un gruppo con e senza gilet urlava Macron Démissions!

Tregua commerciale al G20
L'accordo prevede la tregua sulle aliquote dal 10 al 25% atteso dal gennaio 2019 sull'import di 200 mld di dollari di beni cinesi. Una minaccia, però, della quale non si fa menzione nel resoconto dei colloqui tra i due leader diffuso dalla Casa Bianca .

I gilet gialli si sarebbero resi disponibili a un incontro con il governo per presentare le proprie richieste (stop aumento benzina e sovrattassa sulle revisioni), ma l'Eliseo sarebbe sul punto di optare per delle misure eccezionali per placare le violenze. Il monumento è stato deturpato dai casseur del movimento con diverse scritte che inneggiano alla protesta, e si sono registrati danni anche all'interno della struttura (l'Arco di Trionfo ospita un piccolo museo che ne racconta la storia): in particolare, è stato gravemente danneggiato un modello in gesso per la figura principale della Partenza dei volontari, opera del 1792 di François Rude che orna l'esterno dell'Arco. "Non esiste che io protegga dei ragazzini irresponsabili che vogliono andare ancora una volta a sfasciare tutto a Parigi". Il movimento iniziato pacificamente sta sfuggendo ad ogni logica e ragionevolezza.

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