Parte la "nuova" Mirafiori, un anno di cassa integrazione

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Torna il mito della "piena occupazione" per gli stabilimenti italiani di FCA ed, in particolare, per lo stabilimento di Mirafiori dove, da inizio 2020, prenderà il via la produzione della Fiat 500 Elettrica che si affiancherà al Maserati Levante, l'unico modello attualmente prodotto nello stabilimento piemontese dove è stata appena annunciata la cassa integrazione straordinaria per oltre 3 mila addetti per la durata di un anno.

Secondo quanto riporta Automotive News Europe, infatti, FCA avrebbe in programma di lasciare temporaneamente a casa 3.245 dipendenti, tra operai e dirigenti, per consentire l'adeguamento alle nuove linee produttive, che si affiancheranno a quelle (ridimensionate) del SUV Maserati. Poi dovrebbe partire la produzione della 500 elettrica, promessa da Pietro Gorlier, responsabile Fca. Commenta Dario Basso, segretario della Uilm di Torino: "Si tratta di un provvedimento per certi aspetti obbligato, perché nei due impianti torinesi gli ammortizzatori sociali sono in esaurimento, ma che sarà utilizzato per l'avvio produttivo della 500 Elettrica". Da gennaio, inoltre, è previsto il trasferimento di lavoratori dall'"Avvocato Giovanni Agnelli Plant" a Mirafiori per un massimo di 800 addetti complessivi. "Vigileremo affinché gli impegni assunti vengano concretizzati nei fatti". Il provvedimento riguarda, in tutto, circa 3mila lavoratori.

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I sindacati non fanno una piega: "Siamo in piena linearità di un percorso che è finalizzato, con nuovi modelli, a rilanciare Mirafiori evitando licenziamenti", ha spiegato in una nota ufficiale la Fim-Cisl di Torino. "Siamo alla concreta ripartenza, sebbene paradossalmente con l'utilizzo di un ammortizzatore sociale, ma tutti, e chi lo nega lo fa strumentalmente per non ammettere i suoi errori, sappiamo che il percorso per rilanciare Mirafiori doveva avere queste tre fasi: annuncio investimenti con 5 miliardi in Italia, gestione con ammortizzatore senza licenziamenti, con formazione e riqualificazione e produzione nuovi modelli", conclude Chiarle.

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