Concessa a Lady Huawei la libertà su cauzione

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Per quanto riguarda Meng Wanzhou, una nota del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha precisato che la donna è accusata di reati di frode che coinvolgono milioni di dollari statunitensi, secondo quanto rivelato nell'affidavit della Polizia canadese.

"Sono a Vancouver, di nuovo con la mia famiglia".

Torna in libertà Meng Wanzhou.

Gli USA dovranno fornire le prove a suffragio delle loro teorie, e dovranno presentare una richiesta formale per l'estradizione. "Grazie per le vostre preoccupazioni".

Meteo: arriva il freddo, neve anche a bassa quota!
Da segnalare, infine, persistenti venti settentrionali con raffiche più corpose sui crinali alpini e a sud della Sardegna. L'immagine ci mostra una splendida panoramica sul Lago Ampollino, in Calabria, ricoperto dalla prima neve di stagione.

La giustizia canadese ha deciso. Il giudice - riportano i media americani - ha fissato in 10 milioni di dollari canadesi la somma da pagare ordinando alla 46enne responsabile finanziario del colosso delle telecomunicazioni cinese e figlia del suo fondatore, di restare nell'area di Vancouver, consegnare il passaporto e indossare un dispositivo gps.

Alcune persone perspicaci hanno anche pubblicato articoli sulla stampa, sottolineando che, con l'arresto della signora Meng, il vero obiettivo degli Usa è colpire la compagnia Huawei e frenare lo sviluppo della tecnologia 5G da parte della Cina. Le sarà concesso di soggiornare in una casa di proprietà del marito a Vancouver. "Il rischio di non comparizione (di Meng) in tribunale puo' essere ridotto ad un livello accettabile imponendo le condizioni di liberta' provvisoria proposte dal suo avvocato", ha spiegato il giudice. Washington ha avanzato richiesta di estradizione nei confronti della direttrice finanziaria di Huawei: il processo per la valutazione della domanda inizierà il 6 febbraio e potrebbe durare mesi, anche anni. La Cina aveva subito richiesto il rilascio di 'Lady Huawei', affermando che era in corso "una seria violazione dei diritti umani".

Mentre sulla vicenda dell'ex diplomatico canadese fermato a Pechino, il ministero degli Esteri cinese non "ha informazioni".

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