Cesare Battisti: continua la fuga dal Brasile, forse è in Bolivia

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Sul piano politico l'Italia ha ottenuto ciò che voleva, ossia la fine della lunga stagione di protezione di cui Battisti ha goduto da quando il presidente Luiz Inacio Lula gli concesse asilo, otto anni fa. Secondo il giudice, gli agenti sostengono che Battisti godrebbe della simpatia del vicepresidente boliviano Alvaro García Liniera, ex membro del movimento guerrigliero "Tupac Katari". Il trattato tra Roma e La Paz risale addirittura al 1890. E' oggettivamente incredibile lo sforzo che stanno facendo per trovare Cesare Battisti, dichiarato latitante dopo che non è stato possibile eseguire il mandato di arresto contro di lui perchè non era a casa. Innanzitutto il Belize, attualmente governato dal partito di centro destra Udp, del premier Dean Barrow.

Cesare Battisti non si trova e la polizia brasiliana non esclude che possa essere fuggito fuori dal Brasile, in Bolivia soprattutto, Paese in cui conta amicizie ad alto livello.

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Il percorso è ancora lungo, bisogna dare loro il tempo di lavorare anche se so che nel calcio non è semplice . "E poi in estate la nostra sede si trasferirà, andremo vicino a piazza Aulenti".

Intanto il nome dell'uomo, esattamente come anticipato domenica da Eduardo Bolsonaro - figlio del Presidente Jair B. - è il principale ricercato internazionale nella lista Interpol. "È riuscito a fuggire in Francia, la sua situazione non si è sviluppata in modo positivo e quindi è venuto in Brasile", è la ricostruzione del presidente brasiliano. La notizia è che il 14 dicembre il presidente brasiliano Michel Temer, dopo anni di richieste e di rifiuti, ha finalmente accettato il decreto di estradizione in Italia. Ma il giorno in cui il magistrato brasiliano Walter Maierovitch ha ordinato l'arresto, Battisti è scomparso dalla sua abitazione di Cananéia, una località della zona costiera di San Paolo.

Cesare Battisti, ex terrorista dei Proletari Armati per il Comunismo è stato condannato in Italia a due ergastoli per quattro omicidi: in due di essi, quello del maresciallo Antonio Santoro, avvenuto a Udine il 6 giugno del '78, e quello dell'agente Andrea Campagna, avvenuto a Milano il 19 aprile del 1979, il terrorista sparò materialmente.

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