Sampdoria, Ferrero e la Var: "È una partita o un cinema?"

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"Sono molto soddisfatto della Sampdoria e faccio finta di aver pareggiato, contro una squadra che per i giocatori di spessore che ha merita questa classifica". Non va bene, dobbiamo tornare a dare la fiducia principale agli arbitri che sono bravi e preparati. Abbiamo voluto la Var tutti quanti, io l'ho sempre detto che la Var andava un pochino a sminuire quello che è lo sport più bello del mondo, è uno sport meraviglioso.

Massimo Ferrero, 67 anni, presidente della Sampdoria. A fomentare l'animo del n°1 della Sampdoria gli episodi di ieri, in particolare le mani in area di Emre Can e Ferrari e, da ultimo, il gol nel recupero annullato a Saponara. "Non si può fermare il gioco ogni due secondi anche per episodi minimi, anche perché in questo modo l'arbitro va a perdere progressivamente la sua autorità". Poi la Var. Valeri è bravissimo, il discorso va oltre Juve-Samp: questo è calcio rielaborato. Mi sembra di andare al cinema anziché a vedere una partita di calcio.

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Non una semplice lamentela a un eventuale ufficio reclami della Lapponia, ma addirittura una denuncia . La pattuglia, arrivata sul posto, ha capito la situazione e gli agenti hanno deciso di stare al gioco.

LA RICETTA - E allora ecco la ricetta di Ferrero: "Bisogna adeguare il regolamento alle letture della Var, bisogna chiarire se un arbitro è da campo o è da Var. Non può esserci una partita in campo e una alla tv, con attori protagonisti e assistenti alla regia".

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