Bollette gas, l'Irpinia attende gli aumenti previsti per il nuovo anno

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Un incremento dovuto alla proiezione delle quotazioni della materia prima sui mercati all'ingrosso per il prossimo trimestre, che pesano per il +0,9% sulla bolletta della famiglia tipo rispetto al trimestre precedente.

Al di là degli aumenti e delle diminuzioni, il vero problema comunque è la scarsa equità del meccanismo degli oneri di sistema, che rappresentano delle vere e proprie tasse occulte: gli utenti continuano infatti a sostenere i costi per gli incentivi alle fonti energetiche rinnovabili, alle agevolazioni dirette alle imprese energivore, per lo smantellamento delle centrali nucleari e per le tariffe speciali a favore delle ferrovie. Dal 1° gennaio 2019, il prezzo di riferimento dell'energia elettrica per il cliente tipo sarà di 21,74 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse.

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Nel primo trimestre 2019 - fa sapere l'Arera - si registrerà un leggero calo del costo per l'energia elettrica per la famiglia in mercato tutelato, con una variazione della spesa complessiva del -0.08% rispetto al trimestre precedente. Federcosumatori, infatti, sottolinea come "la flessione relativa ai costi dell'energia elettrica sia minimo", con quel -0,08%, mentre il gas aumenterà del 2,3% proprio nel periodo invernale, in cui i consumi sono maggiori, e in cui quindi la variazione sarà più pesante sui cittadini. Per il gas, invece, considerando il confronto con gli stessi periodi, la bolletta registra un rincaro del 10%. Da qui la decisione dell'Autorità di mantenere invariati gli oneri generali, per le tariffe applicate a partire dallo scorso 1 luglio. Questo sarà valido per il primo trimestre.

Lo ha stabilito ARERA, con delibera del 20 novembre 2018: termini prorogati sino al 1 gennaio 2020 ed esenzione per le zone rosse dal pagamento delle componenti a copertura dei costi del servizio di rete e degli oneri generali, relativi alla fornitura di luce e gas. Inoltre, per non farci mancare nulla, ricordiamo che i portafogli degli italiani dovranno anche fare i conti con l'andamento dell'inflazione. In pratica si tratta di un aumento di circa 25 euro l'anno. I conti possono farsi solo se il petrolio non giocherà brutti scherzi, altrimenti le ripercussioni sull'acquisto del carburante e, di conseguenza, sul trasporto dei beni, saranno inevitabili (+149 euro a nucleo famigliare). Forse è arrivato il doloroso momento di rottura del salvadanaio.

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