Manovra, non ci sarà l'audizione di Tria in commissione

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Non esiste, nel modo più assoluto.

Si preannuncia un 2019 bollente per l'economia italiana, tant'è che da tempo si vocifera delle imminenti dimissioni del ministro dell'Economia Giovanni Tria. Così il ministro dell'Economia, Tria, in una intervista rilasciata al quotidiano Repubblica. L'opposizione in commissione ha protestato perché il testo è stato inviato in Aula "senza discutere né votare" i circa 350 emendamenti che erano stati presentati alla legge di bilancio. E conclude: "Se è vero che sono il vincitore morale, a maggior ragione continuo a fare il ministro". Quello che aveva contrattato con Jean Claude Juncker e offerto a settembre a Salvini e Di Maio, ricevendo uno sdegnato rifiuto gialloverde. E poi bisognerà vedersela anche con un contesto internazionale che si preannuncia sfavorevole con l'ombra lunga di una possibile recessione in arrivo. Dal governo, già nei giorni scorsi, hanno fatto sapere che si tratterebbe, appunto, di una scelta volontaria del ministro, disposto a lasciare - secondo fonti grilline - addirittura ai primi di gennaio.

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Per il gas , invece, considerando il confronto con gli stessi periodi, la bolletta registra un rincaro del 10%. Forse è arrivato il doloroso momento di rottura del salvadanaio.

Ora resta da vedere se il timing disposto dall'esecutivo per scongiurare l'esercizio provvisorio verrà rispettato.

Cosa accadrà quando in primavera l'Europa verificherà gli impegni assunti dall'Italia? "Senta - risponde Tria - se il problema fosse stato la mia faccia e non il Paese, allora non avrei proprio accettato di entrare al governo o, una volta entrato, non sarei rimasto. Anzi, mi scusi: ma chi è che mette in circolo la voce delle mie dimissioni?".

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