Monchi: "Sono convinto di aver ragione"

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Arriva gennaio: si sente un po' Babbo Natale per i tifosi quando arriva il mercato? Se bisogna fare tanto, vuol dire che si è sbagliato in estate. Mai prendo un giocatore che non vuole l'allenatore e mai prendo un giocatore che vuole l'allenatore e non voglio io. Noi stiamo valutando diverse opzioni per Leander, ma non ne abbiamo parlato con Monchi in persona.

Quante volte vedete un giocatore prima di decidere? Ma lo visioniamo tante volte, tra le 6 e le 12 volte. Lavoriamo dal vivo sempre ma anche dalla tv all'inizio.

Hai mai preso un giocatore senza averlo visto? Poi, una volta che capisci che un giocatore potrebbe avere certe caratteristiche, devi sempre andare a vederlo dal vivo. Non so cosa farà nel futuro, ma vedo che le trattative gli piacciono e si sta inserendo sempre di più. In Spagna il mercato è importante ma non diventa una notizia continua come qui. "Qui è una notizia non solo ad agosto o a luglio, ma a settembre, ottobre, novembre... insomma, quindi è più difficile". "L'unica cosa che può succedere è che una squadra si svegli prima dopo aver letto una notizia".

Tipo il Barcellona con Malcom?

Il rapporto con i tifosi?

Le vittorie contro Sassuolo e Parma hanno permesso alla Roma di vivere una Capodanno più sereno e preparare al meglio il 2019 che dovrà essere l'anno del riscatto giallorosso. Due degli acquisti più importanti delle ultime due stagioni di calciomercato che non hanno reso secondo le aspettative e che potevano essere inseriti nella lista dei partenti. "I tifosi hanno ragione, e quelli della Roma di più, perché è vero che quando si tifa una squadra così bisogna vincere qualcosa". Li ho sempre sentiti vicino a me. Sono tanti anni che non vincono niente, quindi è normale. E il mio lavoro era sistemare i numeri. Non ho la bacchetta magica, ho sempre lavorato con giovani e con giocatori fatti. Credo che alla fine i tifosi, voi (la stampa, ndr), potrete cominciare a capire quale sia la mia idea. So che il tempo nel calcio a volte non arriva mai. Una di queste è capire quando sbaglia e imparare dai suoi errori.

Io sono il più esigente di tutti con me stesso. Dico sempre che il direttore sportivo deve avere 3-4 caratteristiche. Perché non mi fermo mai al successo, lavoro sempre pensando che domani il successo non arriverà. Ogni giorno provo a dire: "Dove ha sbagliato Monchi?".

Non mi nascondo mai, ci metto sempre la faccia. Ho la fortuna, qui a Roma ed a Siviglia, di lavorare con autonomia. E se succede, sbaglio io. Non sbaglio per qualcosa che mi dice Pallotta.

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Ha fatto più cose giuste o sbagliate, da quando sei qui?

"È troppo presto per dirlo". Faccio l'esempio di Dani Alves. Dopo un mese che è arrivato a Siviglia dicevano: ma da dove è arrivato questo giocatore? Ci sono tanti nomi menzionati al momento. Per me il primo anno abbiamo raggiunto un risultato ottimo, per come avevamo iniziato.

Zaniolo un grande merito, come è nata l'idea? E non volevano vendere Zaniolo, Ausilio non è scemo. L'Inter non voleva vendere Zaniolo, non sono scemi, ma volevano Nainggolan. Non pensavo che Zaniolo sarebbe stato subito così determinante.

Perché faccio il direttore sportivo?

"Non lo so, mai avrei pensato di fare il direttore sportivo". Sono convinto del mio lavoro e di quello dei miei collaboratori, sono convinto alla fine avremo ragione. Quando ho smesso di giocare, ho fatto un anno il team manager. "Ho cominciato così e sono arrivato fino a qui". E' bravo e sveglio.

Ramon Monchi, d.s. della Roma, ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Sky Sport.

"Monchi è un diminutivo di Ramon, si usa in Spagna, come Pepe per José". Mia mamma mi chiamava così.

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