Giuntoli: "Tolisso il mio grande rimpianto"

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Pensai che volessero un calciatore, chiesi di posticipare ma mi risposero 'abbiamo fretta, ti vogliamo incontrare domani mattina'. Detto, fatto: anni di gavetta al Carpi, poi la grande chiamata di De Laurentiis: "Quando mi telefonò per propormi il lavoro non capii più niente - ammette -".

STAFF - "Abbiamo cinque osservatori, ci dividiamo i compiti e incrociamo le informazioni anche sul nostro gruppo Whatsapp: è facile e comodo". Questa grande passione si è sviluppata, trascurando la volontà primaria della mia famiglia, che voleva che io studiassi, diventando un dottore, un architetto. Sposai in pieno questa idea per ovvi motivi, ci conoscevamo da una vita e c'era anche questo aneddoto: "non so se il presidente ne fosse a conoscenza". Poi ho la fortuna di lavorare con Carlo Ancelotti: mi sta dando grandi soddisfazioni, grande bene e grande amore. Sarri non mi manca come allenatore, ma come uomo sì.

Su Ancelotti: "Siamo una grande coppia, abbiamo vinto cinque Coppe dei Campioni in due (ride, ndr)".

L'arrivo di Ronaldo ha dilatato il gap tra la Juventus e la concorrenza, come ammesso dallo stesso Giuntoli, che ha poi rivelato un altro retroscena relativo al rimpianto più grosso su un colpo (realizzabile...) non messo a segno: "Penso che la Juventus in questo momento sia la squadra più forte d'Europa, mettersela dietro sarebbe un sogno". É stata una grande intuizione del presidente. Quando Ancelotti arrivò, ce lo chiese. Discorso simile per Lasagna: "L'ho guardato nel telefonino e ho visto che è uscito dal video da quanto andava veloce. Lo presi subito, era tipo febbraio o marzo, sono stato anche fortunato".

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J-Ax non è l'unico a fare da opposizione, come dice lui stesso, al Ministro degli Interni italiano. Bacini spalmati di crema al cioccolato ".

"Il giocatore che rimpiango è Tolisso". Rimpianti? Forse Tolisso, che avevamo chiuso e lo aspettavamo per le visite, poi il Lione riuscì a vincere i preliminari e ad andare in Champions e il ragazzo all'ultimo decise di rimanere in Francia. L'anno dopo, poi, andò al Bayern. Ci sentiamo spesso, ma per noi CR7 era fuori portata.

"Non credo che certi nomi siano coerenti con la filosofia del Napoli. La forza del club è stata sempre quella di avere calciatori con nuove motivazioni, di avere nuovi Cavani".

"Volevamo prenderlo già al gennaio e strappammo una promessa al procuratore". La cosa assurda e che, quando arrivò Ancelotti, me lo chiese e lo spagnolo era praticamente l'unico calciatore che avevamo già firmato. Dall'Ajax a Napoli avevo paura che potesse avere un contraccolpo e allora sì, confermo, lo portai a Capri per convincerlo. "Gli dissi "stiamo facendo i lavori", che era anche vero, e lo portai a Capri" ha continuato Giuntoli. Cristiano Ronaldo prima di approdare alla Juventus, sarebbe stato proposto dal suo agente Jorge Mendes al Napoli. Il Napoli ha un grande rapporto con Jorge Mendes, agente del portoghese, fin dai tempi di Faouzi Ghoulam e del suo rinnovo di contratto.

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