Referendum proposito, scontro sul quorum tra Salvini e i Cinquestelle

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"Coinvolgere i cittadini è fondamentale" afferma Matteo Salvini al Tg3, sottolineando che "la Svizzera è un modello, però un minimo di quorum bisogna metterlo altrimenti qui si alzano in dieci la mattina e decidono cosa fare". Dopo la questione migranti, dunque, si apre un altro terreno di scontro all'interno della maggioranza di governo: il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia Diretta, Riccardo Fraccaro, ha replicato alle affermazioni di Salvini sostenendo: "Sulle riforme costituzionali la centralità spetta al Parlamento e non al governo. Saranno quindi le Camere, non il ministro Salvini né il ministro Fraccaro, a deliberare in merito al quorum per il referendum propositivo, con la consapevolezza che le riforme richiedono quanto meno il tentativo di costruire il maggior consenso possibile e di ascoltare tutti, soprattutto le opposizioni". Parole nette che segnano la distanza con i grillini, nonostante il tono apparentemente diplomatico con cui Fraccaro risponde: "Va ricordato che in Svizzera c'è il quorum zero e che anche il contratto di governo prevede espressamente di cancellare il quorum, proprio per incentivare la partecipazione attiva".

È tregua nella maggioranza sul referendum propositivo, senza quorum: alla fine non è stato presentato l'emendamento della Lega alla proposta di legge targata M5s di modifica dell'articolo 71 della Costituzione in materia di iniziativa legislativa popolare. "In ogni caso non presentiamo nessun emendamento ostruzionistico e siamo pronti a votare qualsiasi quorum decente". E, c'è da scommetterci, in questi tempi di campagna elettorale permanente le frizioni e i botta e risposta pubblici tra Lega e Movimento 5 stelle non mancheranno. In effetti, l'implementazione nel sistema istituzionale italiano - che prevede solo quello abrogativo - di un referendum propositivo senza quorum rischia di far approvare delle leggi solo da una ristretta minoranza di cittadini. Ma ieri si è fatta sentire la presidente del Senato Elisabetta Casellati, Fi per avvertire che "un referendum senza quorum mi sembra possa mettere in discussione il futuro della stessa democrazia rappresentativa". I democratici presenteranno ben 67 emendamenti e due riguardano proprio l'introduzione del quorum: si propone di usare come soglia la metà più uno dei votanti registrati alle ultime elezioni politiche o, in alternativa, che i sì siano almeno un quarto degli aventi diritto al voto.

Roma e Milan in pressing su Piatek, defilate Juventus e Napoli
Attenzione però anche alla concorrenza di mercato: sono tanti i club interessati a Piatek e non solo in Italia. Krzysztof Piatek potrebbe essere il prossimo attaccante del Milan .

"Siamo d'accordo con i 5 Stelle che l'astensione non può più essere una scelta politica - continua - però vogliamo che il referendum resti uno strumento del popolo e non in mano a lobby, associazioni di categoria o organizzazioni che potrebbero spingere pochi a un voto che varrebbe per tutti".

Se il referendum divide, i tagli agli stipendi dei parlamentari, invece, uniscono. "La legittima difesa è un diritto, diritto alla difesa della vita e alla proprietà che è sacra".

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