Baglioni parla di Sanremo e attacca la politica migratoria

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Claudio Fasulo, capostruttura del Festival, chiarisce la struttura delle serate: saranno 5, durante la prima serata si esibiranno tutti e 24 i cantanti, poi 12 per volta nella seconda e nella terza serata, durante la quarta si esibiranno di nuovo tutti insieme con ospiti e versioni originali dei brani. Inevitabilmente, le sue dichiarazioni si sono concentrate sul tema dei migranti e sulle fratture del governo 5 stelle- Lega. "Ci auguravamo appunto che il movimento non cadesse in mano all'illegalità, allo sfruttamento, alla non gestione". La classe politica e dirigente ma anche quella pubblica, ha mancato paurosamente e vediamo le gravissime ripercussioni. Tutti guardano con sospetto il diverso da sé. Nella mia rassegna O' Scià esprimevamo la nostra preoccupazione per i viaggi 'irregolari' degli esseri umani, per il timore che fossero gestiti da mani sbagliate.

Dopo il pistolotto pro migranti, Baglioni dispensa la sua soluzione al cattivo umore che anima il Belpaese: la buona riuscita del Festival di Sanremo: "Ci attaccheremo all'idea del divertimento, della leggerezza e del correrci incontro, come fanno tutti gli eserciti di buona volontà". Presentato da Pippo Baudo e Fabio Rovazzi, Sanremo Giovani ha decretato la vittoria di Einar e di Mahmood. Ho proposto di fare con loro Pippo, Pluto e Paperino, ma non so se andrà in porto. Confermati Bisio e Raffaele, gli ospiti confermati per ora sono Bocelli, Giorgia ed Elisa. "Con altri stiamo valutando la performance", ha spiegato Baglioni, "comunque ci saranno almeno due ospiti cantanti a serata".

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Si trattò di un gesto plateale che aveva o scopo di convincere il pubblico che il virus non poteva essere trasmesso per via orale. Notevole è stata anche la sua attività di ricerca: è stato autore di 600 pubblicazioni scientifiche.

Claudio Baglioni ricorda: "Io e Bisio abbiamo già cantato una volta insieme a Zelig, mi fece fare il Cyrano per una serenata in sua vece; abbiamo fatto anche una gara del banjo". Anche se uno spazio aperto rimane per Checco Zalone, "se torna in tempo dal Kenya dove sta girando un film". "Come il quartetto Cetra". Poi aggiunge: "Il 69 richiama anche lo ying e lo yang, l'avvicinamento degli opposti, che insieme formano l'accordo".

Simpatici scambi di battute fra Raffaele e Bisio, che anticipano un feeling già palpabile fra i due nonostante non abbiano mai lavorato insieme. "Se fosse stata presa in esame molti anni fa, forse non saremmo arrivati a questo punto". "Stimo Bisio da sempre - replica la Raffaele - Io ero piccola, ma lui già lavorava". Prosegue: "L'anno scorso era il Festival dell'immaginazione, quest'anno sarà quello dell'armonia". Inizieremo ora a lavorare e a scrivere sempre di più situazioni divertenti. Ammetto di aver trovato una struttura del festival in gran parte definita - dice - ma ci troviamo in una situazione privilegiata perché abbiamo un primatista come Baglioni che l'anno scorso ci ha regalato ascolti record e che anche quest'anno sta lavorando ad una edizione di altissimo profilo. Le manifestazioni che mi hanno visto partecipe andavano in effetti nella stessa direzione nella quale si va oggi pensando di risolvere questa cosa. "La regola di ingaggio è quella che il festival sia l'occasione per cui un ospite arriva e porta qualcosa, e non prende solamente - chiarisce - Sono sempre perplesso quando vedo che qualcuno arriva a scopo promozionale senza che ci sia un'interazione con il cast e la musica".

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