Addio a Paoloni, megadirettore Fantozzi

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La santa notte di Natale era solito passarla in ufficio, perché per lui il lavoro era come preghiera. Sul Web uno dei primi a dare l'addio a Paoloni è stato un suo amico e collega, Domenico Fortunato, che sulla sua pagina Facebook ha scritto: "Oggi ci ha lasciati Paolo Paoloni". Caratterista italiano assai prolifico, ha preso parte a numerosi progetti in ambito sia cinematografico che televisivo.

È stato proprio il regista Luciano Salce a scoprirlo.

Un direttore così Mega non l'ha mai avuto nessuna nazione. Paolo Paolini, per il ruolo in Fantozzi, verrà sempre ricordato con questo appellativo, 'megagalattico'. Il dirigente con la poltrona in pelle umana e l'acquario in cui al posto dei pesci nuotano i dipendenti.

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C'è tutta una scena nel primo Fantozzi magistralmente ideata, con una messinscena sinistra - oseremmo dire a là Kubrick - in cui il volto illuminato del Megadirettore, la sua parlata composta e l'arredamento minimal-religioso, quasi asettico, del suo ufficio stridono fortemente con la realtà, col timore reverenziale di Fantozzi (che chiama "Sire" il suo datore di lavoro).

Paoloni era originario di Ancona, ma era nato in Svizzera. Risi, Monicelli, Steno, Argento, Deodato, persino Fellini ha voluto Paoloni nel suo E la nave va del 1983. Per Salce, oltre ai primi due Fantozzi, ha recitato anche nell'episodio "Sì buana" in Dove vai in vacanza? Arturo De Fanti, bancario precario, Vieni avanti cretino.

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