TORINO. Sì Tav domani in piazza. Slitta intanto l'analisi costi-benefici

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Anche la Lega, domani, sarà in piazza a Torino per dire si alla Tav. Saluti a parte, Sergio Chiamparino si è tenuto a debita distanza dal banchetto del Pd e da Maurizio Martina, intenzionato com'è a rigiocarsi la Regione Piemonte, si voterà a maggio forse con le Europee, con un listone civico senza simboli di partito. Soltanto tre mesi fa il leader della Lega faceva mandare dai responsabili della comunicazione del Carroccio inviti a non polemizzare sulla TAV con il MoVimento 5 Stelle: oggi, siccome i politici italiani hanno delle idee, ma se non vi piacciono ne hanno delle altre, il buon Matteo è impegnato nella ricerca di una "soluzione diplomatica" che permetta di fare la TAV senza che se ne accorgano gli elettori che non la vogliono.

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L'attenzione elevata è scattata alle 14 di oggi e proseguirà fino alla mezzanotte di mercoledì. Ritornano freddo e neve sulla nostra Regione Campania a partire da questa notte.

A due mesi dalla prima manifestazione Sì Tav, Torino è tornata oggi in piazza per un flash mob a favore del collegamento ferroviario veloce con Lione che ha mobilitato ancora una volta almeno 30 mila persone. Ad annunciarlo, alla vigilia della nuova manifestazione sì Tav di Torino, è il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, ricordando che nel contratto di governo "c'è scritto 'ridiscutere integralmente l'opera'". Lo ha detto Mariastella Gelmini, presidente del gruppo di Forza Italia alla Camera, nel corso di una conferenza stampa organizzata a Verona sul tema dell'autonomia. La fascia è un simbolo: la nostra istituzione è dalla parte delle infrastrutture e della Tav. siamo qui per i nostri cittadini che sono a favore dell'alta velocità. Sul Tav "tutto il governo si esprimerà". Frizioni e ruggini anche per quel che riguarda la questione 'trivelle': "È un errore bloccare le autorizzazioni per le trivelle - ha dichiarato il sottosegretario leghista all'Ambiente Vannia Gava - e non posso approvare un'impostazione tutta volta a dire 'no' come quella che sta alla base dell'emendamento dei M5S sulle trivelle". I "grillini" in campagna elettorale si erano dichiarati nettamente contrari, a cominciare da Di Maio. "Noi però abbiamo chiesto che non ci siano bandiere di partito, perché la Torino-Lione è un'opera di tutti". "E se lo vorranno anche i miei colleghi delle altre regioni potremo fare nella stessa giornata un referendum sulla Tav". Osserva in una nota il segretario confederale della Cisl, Andrea Cuccello: "E' stucchevole questo continuo rimpallo di responsabilità, anche perché a noi risulta che l'analisi era già stata fatta". Un altro paradosso di un paese che sta diventando una repubblica delle banane e nel quale le uniche cose che sono stati capaciti di fare sono quelle contro i migranti, i poveri o approvare leggi reazionarie che restringono gli spazi di democrazia.

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