Gaza, "sbloccata" la vicenda dei carabinieri italiani

Adjust Comment Print

Lo riferiscono media palestinesi e israeliani, secondo cui Hamas ha tolto l'assedio dopo aver accertato la loro identità di italiani e non di israeliani come sospettato in precedenza. Da lunedì pomeriggio tre carabinieri in forza al Consolato Generale di Gerusalemme sono bloccati in un compound dell'Onu nella Striscia di Gaza.

Fonti stampa hanno aggiunto che con la riapertura del valico di Eretz con Israele i carabinieri dovrebbero poter uscire da Gaza e fare ritorno a Gerusalemme. I chiarimenti forniti, secondo media locali, avrebbero convinto Hamas della reale identità dei tre carabinieri. Stando alle informazioni emerse finora, gli uomini presterebbero servizio presso la sede diplomatica italiana, che si occupa del mantenimento dei rapporti con l'autorità palestinese in Cisgiordania e a Gaza. Il "lavoro" - secondo quanto si è appreso - avrebbe dovuto riguardare l'ispezione di un sito archeologico, in vista di una possibile visita diplomatica.

Battisti dalla cella di Oristano: "Sono malato, e sono cambiato"
Salvini e Bonafede si sono impegnati moltissimo nei rapporti con la Bolivia ma, oltre all'impegno, hanno messo soprattutto la volontà di arrivare al risultato.

Poi la situazione si è sbloccata. I militari erano stati intercettati da un gruppo di miliziani mentre si trasferivano a bordo della loro Toyota blindata: i miliziani hanno provato a fermarli sparando dei colpi di Kalashnikov, i carabinieri hanno accelerato e si sono rifugiati nella sede Onu di Gaza City. Lo afferma il portavoce del ministero dell'Interno di Hamas, Iyad al-Bizm. "Sulla base di queste comunicazioni le forze di sicurezza si sono ritirate dai dintorni della sede dell'Onu", spiega il ministero. "Confermiamo - conclude - che ciò che è stato detto dai mezzi di informazione nelle ultime ore a proposito dell'incidente è stato molto enfatizzato e in alcuni casi sono state riportate notizie non vere".

Comments