La polemica della cena tra renziani e Salvini

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L'evento si è svolto al ristorante la Lanterna a Roma e alla domanda su Alessandro Di Battista l'imprenditore replica: "Non so chi sia".

Il confronto tra Matteo Salvini e i renziani, tra cui l'ex ministra Maria Elena Boschi e Marco Carrai, vicini all'ex premier Matteo Renzi, invitati a una cena di beneficenza organizzata dall'associazione 'Fino a prova contraria', sarebbe stata una 'forzatura' costruita dai media: "In merito a un articolo del quotidiano La Repubblica, gli onorevoli Maria Elena Boschi e Francesco Bonifazi precisano che, al contrario di quanto scritto, 'non è previsto nessun confronto con il vicepremier Salvini, tantomeno per parlare di possibili alleanze". Tra i primi ad arrivare ci sono l'economista Edward Luttwak ma anche vip come Luca Cordero di Montezemolo, Flavio Briatore, Marco Tronchetti Provera e il presidente della Lazio, Claudio Lotito.

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Tuttavia, ciò che sta diventando sempre più chiaro è che il rischio di una Brexit "no-deal" sta diminuendo rapidamente. Se i conservatori hanno una maggioranza oggi è soltanto grazie all'appoggio della destra conservatrice nordirlandese.

Come era prevedibile, il momento clou si apre con l'arrivo della Boschi, iscritta all'associazione della Chirico (a maggior ragione, viste le vicende familiari con la Banca Etruria). E poi: "Da persona educata vado dove sono invitato". "Io non sono la signora Angiolillo". Il quale, appena arrivato, ha immediatamente chiarito: "Io sono qui per ascoltare magistrati, avvocati e imprenditori, non certo per incontrare la Boschi". "Con lui avevo ottimi rapporti fino a che è diventato Ministro, poi non sono riuscita più a parlarci".

Anche questo congresso, visto con le lenti del renzismo, si può inserire quindi nell'eterno dualismo Lotti-Boschi. Paola Severino va al nocciolo della questione che è riassumibile così: i giuristi sono dei costruttori, gli imprenditori sono dei costruttori e dunque sono due mondi che devono interagire per la modernizzazione dell'Italia. Di Maio e Salvini? Ma sembra che il Movimento 5 Stelle e la Lega siano sempre più distanti.

"Accordo? Direi proprio di no. Più facile che Salvini restituisca i 49 milioni che il PD faccia un accordo con la Lega". "Quel modo di concepire la rappresentanza nelle istituzioni va sconfitto, fosse per me - aggiunge il candidato alla segreteria Pd - gli presenterei una mozione di sfiducia al giorno". E a queste parole un filo d'imbarazzo si coglie sul volto di Salvini che comincia ad armeggiare con il telefonino.

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