Naufragio al largo della Libia: cosa sappiamo finora

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La Guardia Costiera italiana, in riferimento all'avvistamento e al successivo soccorso di un gommone al largo delle coste di Tripoli, ieri, precisa di aver "immediatamente verificato che la Guardia Costiera libica fosse a conoscenza dell'evento in corso all'interno della sua area di responsabilità SAR, assicurando alla stessa la massima collaborazione". Sono stati recuperati da un elicottero della Marina italiana. Lo riferisce l'Organizzazione internazionale per le migrazioni che ha ascoltato i tre naufraghi - due sudanesi e un gambiano - trasferiti e curati a Lampedusa. Nel pomeriggio un aereo della Marina militare ha avvistato un gommone in precarie condizioni di galleggiamento e, dopo aver lanciato due zattere in mare, ha lasciato l'area per mancanza di carburante. Sea Watch informa anche che un mercantile si trovava nelle vicinanze ma che "non risulta intervento".

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Ora i tre sopravvissuti si trovano nell'hotspot di Lampedusa insieme ad altre 67 persone sbarcate ieri mattina sull'isola e 13 arrivate questa mattina. Nessun superstite è stato trovato dalla nave mercantile inviata ieri dalle autorità libiche nella zona dove è stato avvistato un gommone con 120 naufraghi a bordo, di cui 3 erano stati salvati dalla Marina italiana. "Le persone sono cadute in mare e sono affogate", dice all'Adnkronos Flavio Di Giacomo, il portavoce Oim in Italia. Dopo 10-11 ore di navigazione il gommone ha cominciato a sgonfiarsi e affondare. "Dieci donne tra cui una ragazza incinta e due bambini di cui uno di soli due mesi". "Alla Ong Sea Watch che, intercettata la notizia dell'avvistamento, aveva contattato la Centrale operativa della Guardia Costiera italiana dando la propria disponibilità a partecipare alle operazioni di soccorso - si legge nella nota - è stato comunicato che la loro disponibilità sarebbe stata offerta alla Guardia Costiera libica, quale Autorità coordinatrice dell'evento". "I superstiti sono rimasti a galla intorno alle 3 ore, così hanno indicato anche se la percezione del tempo in quelle situazioni è sempre molto vaga", aggiunge Di Giacomo.

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