Di Maio: "La Francia affama l'Africa". E Parigi convoca l'ambasciatrice italiana

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Nel pieno della crisi diplomatica tra Francia e Italia Angela Merkel ed Emmanuel Macron hanno siglata ad Aquisgrana un nuovo trattato per rendere ancora più saldo l'asse tra Germania e Francia.

Parigi ha reagito convocando al ministero degli Esteri l'ambasciatrice italiana Teresa Castaldo, chiamata al Quai d'Orsay dal capo di gabinetto della ministra agli Affari europei Nathalie Loiseau. Esattamente come la mano tesa del ministro per lo Sviluppo economico ai gilet gialli, anche l'uscita pronunciata ieri durante un comizio elettorale ad Avezzano va letta "in un contesto di politica interna italiana". Il capogruppo al Senato, Andrea Marcucci, e il capogruppo in commissione Esteri, Alessandro Alfieri, aggiungono: "Qualcuno deve far capire a Di Maio che non è più un ragazzo che sta sui tetti di Montecitorio, ma il vicepresidente del Consiglio".

Parigi, una volta confluito il Franco francese nell'euro, nel 1999, attraverso trattati con i paesi africani che via via conquistavano la libertà e mettevano in piedi le loro banche centrali - formalmente indipendenti e battenti la loro moneta - negli anni ha mantenuto saldo il Franco coloniale in quei paesi, ancorandolo direttamente all'euro.

Ma intellettuali ed economisti d'opposizione, dunque, vedono il Cfa come un cappio al collo dei paesi africani e accusano Parigi: continua a sfruttare l'Africa; lo stesso Macron, tuttavia, nell'ultima sua visita nel Maghreb aveva invitato i 14 paesi a valutare la loro permanenza nel Cfa, e a uscire se non rinvenissero più convenienza nell'accordo. "Guardiamo in faccia anche le cause, non solo gli effetti dell'emigrazione".

Mirror: "Su Ozil c'è anche l'Inter"
L' Inter continua a restare alla finestra, pronta ad intervenire nel caso in cui dovessero presentarsi i presupposti. Inoltre l'elevato ingaggio del giocatore - quasi 400.000 euro a settimana - favorisce ulteriormente la sua cessione.

Intanto Di Maio fa sua l'idea delle sanzioni e annuncia: "Nelle prossime settimane ci sarà un'iniziativa parlamentare del M5S che impegnerà sia il governo italiano sia le istituzioni europee a iniziare a sanzionare quei Paesi che non decolonizzano l'Africa".

Sono le parole di Matteo Salvini sulle polemiche con la Francia. "Per intenderci, se una multinazionale americana, o cinese, o europea fa importazioni-esportazioni in questi Paesi, anziché dover gestire 14 valute, ognuna delle quali potrebbe essere influenzata dalla volatilità legata alle situazioni politiche locali, avrà a che fare con una sola valuta, più stabile e ancorata all'euro". E come ministro francese e commissario dico che la qualità delle relazioni tra Parigi e Roma è importante e deve restare una volontà comune, per chi dirige i due Paesi, qualsiasi siano i partiti al potere, e auspico che si possa superare presto questo stadio conflittuale, che è negativo, nefasto e senza senso.

Ma cose'è il CFA? Uno è quello usato da Camerun, Repubblica centrafricana, Congo, Gabon, Guinea equatoriale e Ciad e gestito dalla Banca centrale degli Stati africani (Beac), l'altro è quello usato da Benin, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Guinea-Bissau, Mali, Niger, Senagal e Togo e gestito Banca centrale degli Stati dell'Africa occidentale (Bceao).

"Finché non avremo risolto la questione del franco CFA, la gente continuerà a scappare dall'Africa", ha aggiunto dopo alcuni giorni Alessandro Di Battista, ospite in TV da Fabio Fazio.

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