Germania. L'Italia chiude i porti? Via dalla missione Sophia

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La Germania resta nella missione europea Sophia ma finché non ci sarà un "chiarimento politico" sull'operazione navale non ci saranno navi tedesche nel Mediterraneo.

Ma dalla Commissione Ue è il responsabile del dicastero europeo per le Migrazioni, Dimitris Avramopoulos, a lanciare un messaggio chiaro e forte, spostando il cerino nelle mani di Roma: "Se l'Italia, che è al comando, decide di mettervi fine, spetta a lei deciderlo". Per questo il 6 febbraio verrà richiamata la fregata, "come più volte fatto in questi anni: nessuna sospensione". Solo così infatti si spiegherebbe l'alzata di spalle con cui Matteo Salvini ha accolto l'annuncio del ministero della Difesa tedesco, di voler sospendere per il momento la partecipazione delle sue unità navali al pattugliamento del Mediterraneo.

Salvini ha definito la missione un "accordo geniale sottoscritto dal governo Renzi, non so in cambio di cosa".

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Alla richiesta di ingresso, un addetto alla sicurezza gli ha risposto: " No ID, no entry ", vale a dire: " Senza riconoscimento, non si entra ".

All'operazione partecipano fra le altre nazioni: Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia.

Salvini - Una posizione che il titolare del Viminale ha ribadito anche oggi ai microfoni di Radio Anch'io. Ecco perché il Ministro della Difesa Trenta aveva proposto al vertice dei Ministri della Difesa europei di agosto la creazione di un meccanismo di coordinamento per la scelta del porto di sbarco, una proposta in linea con il principio di cooperazione ed equa ripartizione delle responsabilità che assicura una gestione comunitaria ad un fenomeno europeo. "In Italia si arriva solo con il permesso o con i corridoi umanitari", afferma il ministro dell'Interno rispondendo a una domanda sul destino dei migranti a bordo della nave Sea Watch. Obiettivo principale, il contrasto del traffico di esseri umani, ma anche l'addestramento della Guardia costiera e della Marina libiche. Tra le ragioni di questa decisione vi è la scadenza del mandato operativo di Sophia, prevista per il 31 marzo prossimo. "Se adesso qualcuno pensa di fare un danno all'italia sfilandosi dalla missione per noi non è un problema". "Il comando italiano - ha detto von der Leyen - per quasi un anno ci ha spedito negli angoli più remoti del Mediterraneo, dove non ci sono né rotte di contrabbandieri né rotte di profughi, rendendo privo di senso il nostro compito". Conte ha aggiunto "benissimo, allora diciamocelo, a quel punto ognuno persegue interessi nazionali, noi in Italia stiamo facendo da soli e la nostra politica, come vedete con gli sbarchi, sta raggiungendo dei risultati". I contatti per l'eventuale rinnovo della missione Sophia sono in corso.

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