Amanda Knox, Italia condannata dalla Corte europea dei Diritti umani

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Per quanto riguarda invece i maltrattamenti che la Knox afferma di aver subito durante l'interrogatorio la Corte dice "che ci sono prove insufficienti per concludere che questi si siano verificati" e quindi decreta che non vi è stata violazione. I giudici di Strasburgo, con una decisione che potrà comunque essere impugnata, hanno deciso che lo Stato risarcisca i "danni morali" subiti dalla giovane americana pagandole 10 mila e 400 euro (ne aveva chiesti 500 mila).

L'Italia è stata condannata dalla Corte europea dei Diritti dell'uomo di Strasburgo perché ha violato il diritto della difesa di Amanda Knox nel processo per l'omicidio di Meredith Kercher (avvenuta l'1 novembre 2007).

Secondo la Corte, lo Stato non li ha protetti dalle emissioni nocive, di fatto violando il loro diritto alla vita privata e familiare. Il caso risale a un interrogatorio del 6 novembre 2007, durante il quale la donna accusò il cameriere di un pub (Patrick Lumumba), cittadino congolese, di avere ucciso Meredith Kercher, studentessa britannica e coinquilina della Knox. La Corte ha rilevato, su un ricorso di Amanda Knox, l'assenza di legali e interpreti. Nella massima assise della Giustizia made in Ue gli avvocati della Knox aveva presentato un dossier che accusava l'Italia e il suo sistema giudiziario per aver violato il suo diritto alla difesa. I due vengono arrestati, così come Rudy Guede, bloccato mentre si trovava in Germania, che risulta essere stato quella notte a casa di Meredith: tracce del suo dna vengono infatti trovate sul piumone, l'impronta della sua mano sul muro e le sue feci in bagno.

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Ad affossare l'accordo sono i Leavers (solo il 9% ne ha un'opinione positiva) ma anche i Remainer (15%). Bentley , la casa delle supercar, ha cominciato a fare scorte di componenti.

Infine, il colpo di scena, con la Corte di Cassazione che nel 2015 annulla la sentenza, stavolta senza rinvio, perché, secondo i giudici, il quadro disegnato da chi aveva indagato e da chi aveva condannato Knox e Sollecito "non è sorretto da indizi sufficienti". Appena assolta in appello e tornata in libertà (nell'ottobre del 2011), dopo quasi quattro anni di carcere, Knox è tornata negli Usa dove vive con il suo fidanzato. L'uomo è stato successivamente scagionato e la Knox è stata condannata a tre anni di reclusione per calunnia. Per la Corte, comunque, le autorità italiane non sono state in grado di dimostrare che la restrizione dell'accesso della Knox ad un legale, durante l'interrogatorio del 6 novembre, nel momento in cui era stata formulata un'accusa penale nei suoi confronti, non abbia irreparabilmente danneggiato la correttezza della procedura nel suo insieme. "E poi hanno incolpato noi", scrive Amanda Knox sul suo blog personale commentando la sentenza.

"Siamo molti soddisfatti della decisione della Corte che costituisce una rarità nel suo genere".

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