Venezuela, incubo guerra civile. Germania e Spagna contro Maduro

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"Sì, se puede". L'urlo di obamiana memoria, quel 'Yes we can' che nel 2008 portò l'ex presidente degli Stati Uniti al trionfo, si leva altissimo anche su Plaza Venezuela, il cuore di Caracas. Il terrore è la prima delle preoccupazioni ed il tweet di María Iris Varela Rangel, vicina a Maduro, spiega perfettamente le preoccupazioni: "Guaidó: ti ho già preparato la cella insieme all'uniforme, spero che tu possa nominare rapidamente il tuo gabinetto di modo che si sappia chi ti accompagnerà, stupido ragazzino". "Contrariamente a Maduro, Guaido ha legittimità democratica", scrive Tajani.

Il 23 gennaio 2019, durante la manifestazione antigovernativa convocata dall'opposizione a Caracas e in altre città del Venezuela, Juan Guaidó, 35 anni e da pochi giorni presidente del parlamento, si è autoproclamato presidente ad interim del paese. Lunedì una ventina di ufficiali di basso livello della Guardia nazionale hanno accennato una rivolta, ma l'incidente è stato soffocato in fretta. Intanto violente manifestazioni di piazza chiedono che venga indetto un referendum per porre fine al mandato del presidente. Anche il boliviano Evo Morales ha denunciato "l'imperialismo" degli Stati Uniti e così ha fatto il presidente cubano Miguel Diaz-Canel che ha manifestato il "supporto e sostegno" della nazione "per il presidente Nicolas Maduro dopo i tentativi imperialisti di screditare e di destabilizzare la rivoluzione boliviana".

Proibendo l'acquisto di obbligazioni emesse dalla Banca centrale venezuelana e di nuovo debito della Petroleos de Venezuela, la compagnia petrolifera statale, si è voluto ostacolare al paese di Maduro la possibilità di ri-finanziare le casse pubbliche. Le prossime ore sono cruciali per capire che piega prenderà il paese sudamericano, messo in ginocchio da una crisi senza precedenti e dalle politiche ottuse del "detronizzato" allievo di Chavez.

Henrique Capriles, candidato dell'opposizione alle elezioni presidenziali del 2013, ha criticato l'arresto di Guaidó sui social network, come María Corina Machado, un'altra leader dell'opposizione: "Il sequestro del presidente dell'assemblea nazionale e presidente legittimo del Venezuela è responsabilità diretta di Maduro". Una volontà che non può essere ignorata. Un chilo di carne costa 15 dollari, e lo stipendio medio è di 10, la mia famiglia mi racconta che tutti i giorni si vedono per strada adulti e bambini rovistare nei bidoni della spazzatura per cercare qualcosa da mangiare. Maduro, è stato sostenuto, avrebbe perso la certificazione che invece sarebbe stata concessa a Guaidó.

Naufragio: 117 migranti dispersi davanti le coste della Libia
Con il trascorrere delle ore gli appelli dei naufraghi rilanciati dagli attivisti di " Alarm Phone " sono diventati drammatici. Che, a bordo, viene definita drammatica, con i migranti nel panico: "abbiamo paura di morire".

L'avvertimento di Mosca: "Si rischia una guerra civile" Ma in difesa di Maduro si schierano Cina, Russia, Turchia, Siria e Iran, che hanno espresso appoggio al Presidente che l'11 gennaio ha giurato per il suo secondo mandato dopo una elezione non riconosciuta dall'opposizione e ritenuta illegittima da una parte della comunità internazionale. "Il nostro primo pensiero va ai cittadini venezuelani, tanti dei quali hanno un'origine italiana, ai quali siamo vicini con grande, sincera solidarietà".

Le sanzioni americane hanno inasprito le già precarie condizioni strutturali dell'economia venezuelana.

Una mossa annunciata: da sempre il presidente americano considera Maduro un usurpatore e un dittatore, mentre il presidente dell'Assemblea nazionale autoproclamatosi leader rappresenta per Washington l'unica figura legittimamente eletta dopo le contestate elezioni politiche nel Paese.

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