Valentino Rossi show, in tv spiega la svolta della propria carriera

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Il suo destino sembrava già scritto, suo padre infatti, Graziano Rossi, è stato anche lui un pilota motociclistico negli anni '70 e '80 e proprio grazie a lui, che Valentino ha sviluppato prestissimo questa passione che lo ha portato a soli tredici anni a debuttare nel campionato italiano Sport Production nella categoria 125 e tutto il resto è poi diventata storia. Il 46 era il numero con cui il mio babbo ha vinto il Mondiale l'anno in cui sono nato.

Era il momento della seconda giovinezza di Rossi, tornato vincente dopo le due sconfitte del 2006 e 2007 a opera di Hayden e Stoner. Ha detto Valentino Rossi, che poi ha aggiunto: "La nuova moto è un segreto, ma presenteremo la grafica più che altro. Ad un certo punto prendi e te ne vai." e Rossi che rispose "E' un po' che non guardi le gare, vero?" La Yamaha dovrebbe essere assolutamente rinnovata rispetto alle ultime due versioni visto che le passate stagioni sono state estremamente deludenti sotto il profilo di risultati: nuovo telaio, differente distribuzione dei pesi, motori rivisto e rivisitazione sull'elettronica.

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Ma Valentino è in TV soprattutto per ripercorrere la sua carriera in maniera spensierata, gli anni giovanili del Liceo Linguistico a Pesaro, i ritardi a scuola, il rapporto un po' conflittuale con la sua professoressa di storia dell'arte. Valentino Rossi e la scelta del numero 46Mi sento molto vicino a loro anche se sono molto più vecchio, però è molto divertente. Passiamo tanto tempo insieme, ci sfidiamo e gli spiego un po' la mia esperienza. "Arrivavano dal Giappone e andammo una volta a girare con Graziano e da lì ho cominciato". Morbidelli e Bagnaia saranno in MotoGP. E' un modo per rimanere giovani e poi è meno noioso. La vittoria più bella è quella in Sud Africa nel 2004, nella mia camera ho quella M1 lì.

Infine Fabio Fazio ha chiesto al pesarese delle sue ormai storici 'siparietti' dopo le vittorie: "Quando vincevo e facevo gli sketch che nascevano insieme al mio fan club".

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