Venezuela, ultimatum Ue a Maduro: "Elezioni libere o riconosceremo Guaidò"

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Infatti, gli Usa e altri paesi americani (Argentina, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Ecuador, Paraguay e Perù), assieme all'Organizzazione degli Stati Americani, appoggiano ufficialmente Juan Guaidó come legittimo Presidente del Venezuela. Da parte dei Cinquestelle, Di Battista ritiene invece che "firmare l'ultimatum Ue al Venezuela" sia "una stronzata megagalattica".

Concetto ribadito anche dal ministro degli Esteri: "Ci riconosciamo pienamente nella dichiarazione comune che gli Stati membri dell'Ue hanno diffuso oggi sulla situazione in Venezuela, alla redazione della quale abbiamo partecipato. Chiediamo una vera riconciliazione nazionale e iniziative costruttive che scongiurino sviluppi gravi e negativi, assicurino il rispetto dei diritti fondamentali e consentano un rapido ritorno alla legittimità democratica, garantita da nuove elezioni libere e trasparenti", ha detto Enzo Moavero Milanesi. Esiste un colpo di stato mediatico internazionale contro il Venezuela.

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Con noi c'erano anche Julen e la loro bambina che ha due anni e mezzo (la stessa età di nostro figlio). Diversi campioni della spina di terra prelevati dalla Guardia Civile , sono stati inviati all'analisi.

Intanto, la questione venezuelana arriva davanti al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, che si riunirà oggi proprio per affrontare la questione. "Il regime di Maduro è mafioso e illegittimo, ha portato l'economia al collasso. Poniamone fine" ha detto il segretario di stato americano Mike Pompeo in apertura del suo intervento all'Onu. Russia, Iran e Turchia, invece, difendono le ragioni di Maduro.

E' stato l'Alto rappresentante per gli affari esteri Federica Mogherini a chiedere elezioni, mentre su Twitter i leader europei si esprimevano con più decisione, da Donald Tusk che chiedeva di "unirsi in sostegno delle forze democratiche" a Emmanuel Macron, che invocava la "restaurazione della democrazia". Una posizione a cui potrebbero unirsi presto anche altri Paesi. Il premier Conte, pur esprimendo "forte preoccupazione per i rischi di un'escalation di violenza" ed aver manifestato vicinanza al popolo venezuelano, auspicando "un percorso democratico che rispetti libertà di espressione e volontà popolare" non ha ancora preso ufficialmente posizione. "Non vogliamo instaurare o rimuovere governi, vogliamo la democrazia e elezioni libere in Venezuela", ha precisato il premier spagnolo Pedro Sanchez. Guaidò ha già respinto la proposta: "Non partecipo a dialoghi inutili e dilatori".

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