Sea Watch, "non accogliamo i 47 migranti". Dall'Olanda altro no all'Italia

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"Sulla Sea Watch, ci tengo a ribadirlo, non ci sono donne e bambini". La terra è a un passo. Il porto resta chiuso anche oggi per i 47 migranti salvati 8 giorni fa davanti alle coste libiche. "Non cambio idea", tuona il ministro dell'Interno Matteo Salvini, che anzi ipotizza di far salire agenti a bordo per raccogliere prove sul reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina dell'equipaggio. Un'accusa che Italia respinge al mittente: "accuse che si commentano da sole, tanto più che io non sono in campagna elettorale e non posso essere accostato ad alcun partito".

La mattinata si apre con una manifestazione di solidarietà nella baia di Siracusa al grido: "fateli scendere". "Il senso di quello che ho fatto è stato testimoniare il fatto che la comunità siracusana è pronta a dare sostegno e accoglienza ai migranti, tanto più che ieri da parte della Prefettura, Caritas e Protezione civile sono arrivate derrate alimentari, vestiti e scarpe per questi ragazzi". Unhcr, Unicef e Oim esprimono "grave preoccupazione".

Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra italiana, i parlamentari Stefania Prestigiacomo (Fi) e Riccardo Magi (+Europa) e il sindaco di Siracusa, Francesco Italia, sono a bordo della Sea Watch. I quattro, insieme ad alcuni volontari e legali, a bordo di un gommone noleggiato hanno raggiunto l'imbarcazione della Ong dove si trovano 47 migranti. E il presidente del Pd, Matteo Orfini, parla di persone "sequestrate da ministri razzisti e disumani".

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Dopo la richiesta di ieri della Procura di Catania di far scendere i minori, oggi arriva la disponibilità della Cei, attraverso la Caritas, a farsene carico.

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Poniamone fine " ha detto il segretario di stato americano Mike Pompeo in apertura del suo intervento all'Onu. Guaidò ha già respinto la proposta: "Non partecipo a dialoghi inutili e dilatori".

"Se il ministro Salvini crede a quanto dice presenti una denuncia nei nostri confronti".

La delegazione del Pd salirà alle 15.30 sulla Sea Watch.

Un elemento in più sul muro contro muro in atto lo fornisce il procuratore facente funzioni di Siracusa, Fabio Scavone, contattato dall'ANSA. Ma la ong tedesca ha spiegato che a Tripoli non ha risposto nessuno. E ha aggiunto: "Sembra che noi navighiamo in un mondo senza norme, sia internazionali sia dell'Unione europea". E se la nave dovesse ripartire, aggiunge, "bisognerà valutare se ha tutti i sistemi di sicurezza necessari per proseguire il viaggio senza creare problemi alle persone che ha soccorso".

Tra le righe si legge così la possibilità di un blocco della nave, come avvenuto nei mesi scorsi per altre imbarcazioni umanitarie fermate dalla magistratura.

"Sappiamo che Salvini ha mentito, perchè non è vero che a bordo non ci sono minori". Ma per il Viminale questo non basterebbe a giustificare il comportamento della nave e si lascia intuire che nelle prossime ore potrebbe essere la magistratura, con un provvedimento verso il comandante o verso la stessa nave, a sbloccare la situazione, "costringendo" a quel punto il ministero dell'Interno ad autorizzare lo sbarco dei 47.

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