Da San Siro a San Siro, è davvero arrivata l'ora della svolta?

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In Francia non ho mai avuto problemi sui campi di calcio e nella vita. "Quello che è successo il 26 dicembre - dice ancora il tecnico dei partenopei - mi auguro e sono convinto che non succederà domani". Siamo tutti uguali, me lo hanno insegnato da piccolo. Certo, si sono fatti negli anni dei passi avanti.

È diventato il simbolo della lotta al razzismo nel calcio. "A mio figlio sarà difficile da spiegare, per i bambini le differenze di colori sono normali, dovremmo essere consapevoli come loro". Un bel momento è stato un anno fa quando sono andato a parlare del tema in una scuola a Milano, dobbiamo partire dalle scuole a insegnare questi valori. Sono cresciuto con tanti amici stranieri, non c'erano mai problemi. Senza di Lorenzo Insigne il Napoli ha conquistato 6 punti su 6, oltre alla qualificazione ai quarti di finale di Coppa Italia, ma sbaglia chi pensa che l' en plein azzurro abbia attenuato la sua amarezza per l'espulsione coi nerazzurri.

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QUALE ACCOGLIENZA? Con l'Inter, alla penultima del girone d'andata, s'è raggiunto il punto più basso del fenomeno razzismo.

In realtà si tratta di due calciatori molto diversi: il milanista è un attaccante di razza, classe 1998 e dunque giovanissimo, con stigmate che richiamano ad un certo Pippo Inzaghi. La prima volta iniziai ad ascoltare i cori contro Napoli. Il negativo come ha spiegato il giocatore, non fa molto piacere perché: "significa che non siamo tutti uguali e c'è ancora bisogno di affermare il contrario ed esistono ancor queste cose", mentre il lato positivo consiste consiste nell'orgoglio di essere stato scelto in quanto significa: "che ho dei valori e posso farli vedere a tutti".

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