Filippine: bilancio rivisto, 20 i morti

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Due bombe sono esplose davanti a una cattedrale nelle Filippine, sull'isola di Jolo, uccidendo almeno 27 persone e ferendone più di 70.

La zona di Jolo è considerata roccaforte del gruppo dei militanti islamici di Abu Sayyaf, nella lista nera degli Stati Uniti e delle Filippine poichè è accusato di alcune stragi, tra cui un attacco nella baia di Manila che nel 2004 ha ucciso 116 persone. Il bilancio ufficiale: 20 morti e 110 feriti.

L'attacco, che non è ancora stato rivendicato, è avvenuto a meno di una settimana dal referendum che ha sancito la creazione di una provincia autonoma a maggioranza musulmana nel sud del paese. Truppe in assetto da guerra hanno transennato la strada principale che porta alla chiesa, mentre i feriti portavano i corpi delle vittime e i feriti all'ospedale. Sono i numeri forniti dal portavoce regionale dell'esercito, il tenente colonnello Gerry Besana. Abu Sayyaf ha le sue radici nella rivolta separatista delle Filippine meridionali, una regione dove la maggioranza della popolazione è musulmana. "Perseguiremo fino alla fine del mondo gli spietati responsabili che sono dietro questo crimine ignobile, fino a quando ogni killer non sia stato assicurato alla giustizia e sbattuto dietro le sbarre". "La legge non dara' loro pieta'".

Alla prima esplosione all'interno della chiesa ha seguito una esterna, nell'area parcheggio.

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La bomba era stata piazza, secondo le prime ricostruzioni, nel bauletto di una motocicletta parcheggiata all'esterno della cattedrale.

Il sud delle Filippine, da 50 anni, non ha pace.

Papa Francesco ha voluto ricordare le vittime durante l'Angelus: "Condanniamo questa violenza che colpisce questa comunità cristiana". Nella giornata di oggi intanto è in programma l'omaggio alle vittime da parte del presidente filippino Rodrigo Duterte, accompagnato dai più alti addetti alla sicurezza.

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