Carige, Di Maio: "Ecco i nomi di chi l'ha rovinata"

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Il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro ha poi chiarito: "Ad ora non sappiamo se intervenire con fondi pubblici, ma se decideremo di mettere soldi dei cittadini nella banca, la banca diventerà dei cittadini", ribadendo, comunque, che un eventuale intervento dello Stato sarà finalizzato a salvare e tutelare i risparmi dei cittadini e i posti di lavoro.

Infine ha letto un elenco di nomi. Il politicante metteva un suo uomo nella banca e lui finanziava la qualunque, fregandosene dei danni ai risparmiatori e preoccupandosi del beneficio per il politico, per il partito e per la sua poltrona.

"Il ministro non sa quello che dice, io lo denuncio".

L'assenza della Lega nel momento del discorso del vicepremier è facilmente spiegabile con il dissenso tra i due alleati di governo riguardo le modifiche al decreto proposte dai grillini: inasprire le pene e le sanzioni per i dirigenti bancari che commettano reati nell'esercizio delle loro funzioni, vietare il collegamento tra gli stipendi e i risultati conseguiti nel collocamento dei prodotti finanziari o l'obbligo per i manager delle banche a sottoscrivere un'assicurazione a copertura della responsabilità civile derivante dalla loro attività, oltre a un tetto per i compensi dei dipendenti qualora nell'azionariato dovesse entrare lo Stato.

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Il presidente di Nintendo , Shuntaro Furukawa , aveva affermato che il loro obiettivo interno iniziale di 20 milioni era certamente " non facile ".

"Nei periodi in cui si sono create le maggiori sofferenze, giocavano a fare i banchieri: lo si capisce dalle operazioni temerarie", ha contuato il vicepresidente del Consiglio dei ministri.

"Questa mattina - ha aggiunto Di Maio - qui in aula voglio pronunciare i nomi e cognomi non solo di chi ha contribuito al fallimento della Banca, ma anche dei loro sponsor politici". E Alessandro Repetto, ex presidente della Provincia di Genova e parlamentare dell'Ulivo.

Un altro ex consiglieri è Giovanni Marongiu, sottosegretario nel governo di centrosinistra guidato da Romano Prodi. L'intera classe politica precedente ha le sue colpe e le ha scaricate sui risparmiatori. Come hanno riportato numerosi organi di stampa la Banca ha accumulato perdite sui crediti per diversi miliardi di euro dovuti. Tra questi troviamo: un debito 450 milioni per i finanziamenti erogati al Gruppo Messina; 250 milioni concessi con estrema leggerezza al Parco degli Erzelli, una cittadella tecnologica fortemente voluta dalla politica ligure realizzata solo a metà sulla collina di Cornigliano; 35 milioni per un mutuo concesso al gruppo Acqua Marcia di Francesco Bellavista Caltagirone; 20 milioni al gruppo che fa capo Beatrice Cozzi Parodi. "Prestiti o fidi, in parte sanati ma che hanno provocato sofferenze alla banca, sono stati erogati ad alcune società riconducibili al dottor Enrico Preziosi e alla Prelios che faceva capo a Pirelli Re, del gruppo Pirelli".

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