Venezuela, Sanchez: Spagna riconosce Guaidò come presidente

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In Italia la notizia (che pure è importante come esempio di un appoggio internazionale, al di là dei governi, al Venezuela chavista) non appare. Il gruppo riunisce il Canada e una decina di paesi latino americani. "Questa è la triste realtà del nostro Paese, sono fatti". Anche l'Unione Europea potrebbe partecipare.

La Francia si è espressa tramite il suo ministro degli Esteri, Jean-Yves Le Drian: "Consideriamo che Jan Guaidò abbia la legittimità per indire elezioni presidenziali" aggiungendo poi che "il popolo è in strada, il popolo vuole il cambiamento".

"Riconosco il presidente dell'assemblea del Venezuela, Juan Guaidó, come presidente del Venezuela", ha dichiarato il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez in una dichiarazione televisiva. Mai come nel caso del Venezuela (per non parlare della TAV) è apparsa evidente, per una forza come la Lega, che ha radici nella borghesia imprenditoriale del Nord, la difficoltà di convivere con il populismo dei grillini.

Mireanna Fernandez, una studentessa ventenne a una protesta nella città orientale di Ciudad Guayana, ha detto di voler lasciare il Venezuela prima del proclama del 23 gennaio di Guaido, ma ora aveva la speranza che il governo di Maduro finisse. "Speriamo che questo ci porti più vicini alla fine della crisi umanitaria".

Mattarella: "No a incertezze tra democrazia e violenza. Questa condizione - ha puntualizzato - ci richiede senso di responsabilità e chiarezza su una linea condivisa con tutti i nostri partner e alleati dell'Unione Europea".

Aiuto dagli Usa - Gli Stati Uniti sono pronti a inviare aiuti umanitari al Venezuela.

Suicidio Juventus: da 3-1 a 3-3 con il Parma
Al minuto 17′ siamo 2-0: cross dal fondo sinistro di Mandzukic , Ronaldo devia di testa e Rugani insacca sul secondo palo. Gervinho nel recupero riavvicina il Napoli I bianconeri dominano a tratti, ma nel finale si fanno riprendere.

Giovedì scorso l'Italia è stato l'unico dei 28 paesi europei a bloccare una proposta di compromesso sul Venezuela, avanzata dalla ministra degli Esteri svedese Margot Wallstrom, con cui si accettava il ruolo di Juan Guaidò come presidente ad interim fino a nuove elezioni.

La realtà è che il governo legastellato non ha una posizione unitaria.

Intanto, da Caracas, lo stesso Guaidò chiede il riconoscimento dell'Italia. Lo ha dichiarato il presidente venezuelano, Nicolas Maduro, in un'intervista a Sky Tg24. "Una vergogna", scrive Matteo Renzi su Twitter; "l'Italia non conta più nulla in Europa e nel mondo". Una posizione di evidente ambiguità, dove si tende sì a favorire una transizione pacifica e tranquilla verso nuove elezioni ma lo si fa senza schierarsi, senza definire i buoni e i cattivi. Il M5s non riconosce Guaidò come presidente legittimo ad interim mentre i sottosegretari agli esteri del Carroccio la vedono diversamente. Nella grande manifestazione di domenica si sono espressi sul palco vicino a me anche i rappresentanti della grande comunità italo-venezuelana.

Stessa linea anche da Londra e dall'Austria. Il presidente francese Emmanuel Macron ha spiegato: "I venezuelani hanno il diritto di esprimersi liberamente e democraticamente".

Per il capo del Quai d'Orsay "non si tratta di ingerenza, a partire dal momento in cui il Paese è in crisi, che c'è un appello al presidente Guaidò a sostenerlo per ripristinare la democrazia". "Oppure, si rispetta 'à la carte'?".

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