TAV: analisi costi-benefici a Palazzo Chigi. Sarà bocciata | WSI

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A questo valore devono essere sottratti i costi di ripristino delle opere realizzate finora (messa in sicurezza delle gallerie e rinaturalizzazione dei siti) stimati pari a 347 milioni e quelli della "messa in sicurezza" della linea storica che, a seconda degli scenari di traffico che si intenderà considerare, potrà essere garantita con interventi a basso impatto economico ovvero con altri di maggiore rilievo, da definirsi a seguito di una specifica analisi del rischio nonché dei benefici attesi, per un ammontare massimo di 1,5 miliardi. Uno scenario che si che si differenzia da quello di 8 anni fa per questi elementi: vengono dimezzati i flussi di merce attratti dal modo stradale; si assume che la diversione modale avvenga su percorsi non superiori ai 500 km in territorio italiano e francese e non si verifichi (o non sia attribuibile direttamente al progetto) per le tratte più periferiche (ad esempio internamente alla Slovenia); si assume un tasso di crescita dei flussi di merci e di persone pari all'1,5% (invece del 2,5%); per i passeggeri la domanda generata per il segmento di lunga percorrenza viene assunta pari al 50% di quella esistente (invece del 218%) e quella dei passeggeri regionali al 25% (invece del 50%).

Secondo l'analisi, i costi potrebbero arrivare a 12 miliardi in uno scenario realistico ed a 16 miliardi considerando lo scenario dipinto dall'Osservatorio del 2011.

"Mi riservo di vedere nel dettaglio i numeri, ma dalle prime indicazioni mi sembra che dalla farsa si è passati alla truffa", il Commissario Straordinario per l'Asse Ferroviario Torino-Lione, Paolo Foietta, commenta così l'analisi costi benefici del governo sulla Tav. Il titolare del dicastero chiarisce che "la valutazione negativa della Torino-Lione" che ne emerge "non è contro la Ue o contro la Francia".

Negativa, fortemente negativa: l'analisi costi-benefici sulla tratta Tav Torino-Lione (qui il pdf dell'analisi, qui la relazione giuridica), finalmente disponibile disponibile sul sito del Ministero delle Infrastrutture, dice che il saldo è negativo per circa 7/8 miliardi di euro. Costo che non sarebbe una mera sommatoria dei soli costi di investimento e di gestione, ma comprenderebbe anche le minori accise. Molti sono importi massimi "difficilmente raggiungibili".

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La seconda, relativa ai passeggeri, determina un beneficio positivo pari a 1,3 miliardi. Infrastrutture che, nell'interesse di tutti gli italiani, abbiamo deciso di sottoporre a questo tipo di esame, considerato a livello internazionale l'unico davvero utile al decisore politico per stabilire quali siano le migliori politiche infrastrutturali da perseguire.

Pierluigi Coppola, il "dissidente" della commissione sull'analisi costi-benefici della Tav, è professore associato in ingegneria dei Trasporti all'Università degli Studi di Tor Vergata. Tanto che nella relazione si spiega che "i molteplici profili evidenziati non consentono di determinare in maniera netta i costi in caso di scioglimento". Vero che con la Tav le emissioni di C02 si ridurrebbero, ma obiettivi "ambiziosi" si otterrebbero "solo grazie all'innovazione tecnologica dei veicoli".

Il tema della Tav è tra quelli caldi del governo con lo scontro nella maggioranza giallo-verde.

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