Verhofstadt: "Conte burattino mosso da Salvini e Di Maio"

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"Forse i burattini sono quelli che rispondono a lobby, gruppi di potere e comitati di affare", ha aggiunto il premier, con riferimento alle critiche di Guy Verhofstadt. Conte poco prima aveva parlato di tutto: l'identità europea, la contrapposizione del popolo e delle élites, suo cavallo di battaglia, la manovra economica italiana, la riforma Dublino sulla questione migranti. "Questo bellissimo paese è diventato da fondatore dell'Europa a fanalino di coda dell'Unione".

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Poi l'affondo. "Presidente, mi domando per quanto tempo ancora lei sarà il burattino mosso da Di Maio e Salvini".

Quanto alle parole di Conte sui migranti, Verhofstadt ha aggiunto che "Salvini si è specializzato nel bloccare porti ai migranti ma blocca anche una riforma europea di Dublino e di una politica dei confini europea". "Io - afferma - amo l'Italia ma oggi mi fa male vedere la degenerazione politica di questo paese, iniziata 20 anni fa con Berlusconi e peggiorata con questo governo".

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Verhofstadt ha avuto parole di fuoco anche contro Di Maio: "Sta abusando del suo ufficio - ha detto - per sostenere i gilet gialli, un movimento popolare che adesso è dominato da un gruppo di demolitori, che danno fuoco alle macchine, rompono i negozi, distruggono le fermate dell'autobus".

Il popolare Manfred Weber, candidato alla successione di Juncker alla presidenza della Commissione Ue, si è soffermato sui temi economici: "La mancanza della crescita in Italia - ha detto - è una vostra responsabilità, del governo italiano". Ha parlato di "lavoro e crescita" dicendo che "la politica europea, di fronte a una crisi senza precedenti, si è ritratta impaurita al di qua della fredda grammatica delle procedure, finendo col perdere il contatto con il suo popolo e col rendere sempre più incolmabile la distanza tra Bruxelles e le tante periferie del continente". Magari alla guida di un movimento riformista in grado di traghettare anche molti dei nuovi eletti che in questa legislatura più volte si sono lamentati dello strapotere della "leva del 2013" andata quasi tutta al governo e che "decide senza consultarci trattandoci da schiacciabottoni". "Il vostro governo deve smettere di mostrare questo volto disumano".

E a stretto giro di posta è giunta anche la replica della delegazione M5S al Parlamento europeo: "Non basta saper parlare in italiano per essere amici del popolo italiano".

"Burattino non lo sono e non mi sento tale: sono orgoglioso di rappresentare un intero popolo, sono orgoglioso di rappresentare la volontà di cambiamento del popolo italiano e di sintetizzare la linea di un Governo che non è burattino perché non risponde a lobby e a comitati di affari. Preparate gli scatoloni, il 26 maggio i cittadini finalmente manderanno a casa questa gente". Chi è allora il burattino? "Come Ppe - ha concluso - pensiamo che sia essenziale avere investimenti nell'Ue", ma "vediamo che in Italia c'è un governo che non riesce nemmeno a mettersi d'accordo su un progetto già approvato tra Italia e Francia".

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