Di Maio rompe il silenzio: "Apriamo alle alleanze"

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Dialogare con liste civiche vere può essere salutare.

"Abbiamo bisogno di candidati competenti, capaci di interpretare al meglio i valori del MoVimento 5 Stelle in sede europea". Elezioni che hanno consegnato la regione nelle mani del centro-destra. Salvini poi, durante un question time alla Camera dei Deputati, ha anche parlato dei risultati raggiunti sul fronte sicurezza dopo le ultime posizione portate avanti dal Governo a trazione Lega-Cinque Stelle: "L'andamento della delittuosità nel nostro Paese registra un trend in diminuzione, per merito dell'azione delle forze dell'ordine: nel 2018 il totale dei reati commessi è calato del 5% rispetto al'anno precedente". Ma a scegliere i capilista sarà Di Maio in persona. Ecco la prima ammissione: "Se non siamo riusciti a conquistare una regione con Giancarlo Cancelleri nonostante il 35%, con Andrea Greco nonostante il 38% e con Sara Marcozzi, persone che hanno dato l'anima nel territorio per anni e che hanno fatto l'impossibile, è chiaro che ci sono alcuni problemi di fondo". Dunque i senatori dovrebbero attenersi a quanto deciso dalla Rete, qualsiasi sia il verdetto.

Nel M5S si è aperta la caccia a Di Maio, e non solo: il dibattito interno ai pentastellati riguarda anche la democrazia interna, le scelte verticistiche, le alleanze politiche. Cade un tabù vero e proprio in tal modo: il M5s ha spesso considerato le liste civiche "una truffa".

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Credo che all'Inter non piaccia più essere tenuta in scacco da Wanda Nara e sopportare questa situazione. Voleva andarsene, ma non avendo il contratto in scadenza, l'operazione non è stata possibile.

I militanti si dividono, già segnati da un post che, nella mattinata, li aveva scossi: le regole per i candidati che, fino al 25 febbraio, si potranno iscrivere alle primarie online per le Europee. Senza il sì della Casaleggio, non si prendono decisioni che modificano le fondamenta stesse del M5s. "È necessario arrivare sempre alle amministrative con un percorso che preveda un lavoro sul territorio fatto di incontri con categorie, mondo del sociale, con gli amministratori", spiega il capo politico.

Nella disamina del risultato, da parte di Maio, pesa chi non è andato a votare: "Un dato importante è legato anche all'astensionismo, così come accaduto anche per le elezioni regionali in Sicilia". Nei due giorni dopo le elezioni "ho riflettuto. È ora di farlo". Gli apparentamenti con altre liste sul territorio sono ora una possibilità.

In sostanza, individuato il motivo delle difficoltà nella delusione dell'ala più "rivoluzionaria" del Movimento, affiancare Dibba al vicepremier Di Maio avrebbe dovuto significare dare l'immagine quasi visiva di un "partito di lotta e di governo": che non si sottrae alle responsabilità del governo, e anzi ne approfitta per occupare con i suoi uomini i gangli dell'amministrazione e dello Stato, ma non dimentica i cardini della sua strategia e gli impulsi anti-sistema che lo hanno generato.

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