Il servizio de "Le Iene" sulla protesta dei pastori sardi

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Una manifestazione, a cui hanno partecipato anche i pastori della Tuscia, che martedì ha visto l'adesione di circa 500 allevatori e lo sversamento a terra di 100 quintali di latte. E nel pomeriggio si dovrebbe tenere, salvo diserzioni, la riunione in Regione (viale Trento, ore 15) tra industriali e associazioni dei pastori per cercare di mettere un tampone all'emergenza delle campagne.

Diretta Rapid Vienna-Inter ore 18.55: formazioni ufficiali e dove vederla in tv
RAPID VIENNA (4-2-3-1): Strebinger; Potzmann, Dibon, Hofmann M., Bolingoli; Grahovac, Schwab; Murg, Krasmüllner, Ivan; Berisha. Per l'Inter è l'esordio nella competizione, dopo essere stata "retrocessa" dai gironi di Champions League.

La roboante protesta dei pastori sardi, penalizzati dal crollo del prezzo del latte ovino, ha raggiunto un primo traguardo: attirare sulla vicenda l'attenzione dei cittadini e soprattutto della classe politica, non indifferente alla singolare congiunzione astrale che ha voluto che le rimostranze entrassero nel vivo ad appena due settimane dalle elezioni regionali del 24 febbraio. "Ma fra tre mesi arriveremo a un euro". Sabato e domenica viene (in Sardegna, ndr) il ministro Centinaio. Realtà apparentemente lontane dalla pastorizia, ma che invece si ritrovano ad essere i consumatori finali dei suoi prodotti. Infatti, è dalla sovrapproduzione che è partito il cortocircuito che ha portato il prezzo a 60 centesimi. A giugno 2018 il prezzo del pecorino però è crollato. Un procedimento proprio nei confronti del Consorzio per la tutela del formaggio pecorino romano e di 32 imprese di trasformazione ad esso aderenti, tutte con sede nell'isola. Lo ha detto la delegazione composta da una decina di pastori sardi in attesa di salire all'incontro con il vicepremier Salvini e con il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio, al quale parteciperanno tutti i rappresentanti della filiera. "Andremo avanti fino a quando non raggiungeremo gli obiettivi", ha affermato Leonardo Salis presidente di una coopeerativa di Dorgali in provincia di Nuoro. "Stiamo lavorando sottocosto a 60 centesimi al litro e non ce la facciamo più". Quanto alle misure che il governo può adottare nell'immediato i pastori indicano "il ritiro delle giacenze del Pecorino Romano". "Certo, c'è bisogno di scongiurare il dramma concreto e attuale delle migliaia di famiglie che rischiano di non avere più mezzi di sostentamento, ma l'esperienza passata ci conferma che senza rimuovere alla radice le cause il problema presto si ripresenterebbe in tutta la sua drammaticità", sottolineano i deputati Gallinella e Cadeddu. Adesso vediamo cosa fanno i ministri, che comunque sono stati molto bravi.

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