Nord Corea, Trump: "Pyongyang voleva togliere tutte le sanzioni" SOTTOTITOLI

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Trump e Kim non hanno trovato una intesa al loro secondo summit di Hanoi sulla denuclearizzazione della penisola coreana.

Ri ne ha parlato in una conferenza stampa improvvisata poco dopo la mezzanotte presso l'hotel dove la delegazione della Corea del Nord soggiorna ad Hanoi, ha riferito l'agenzia di stampa Yonhap. Bisogna ora vedere quello che ha da dire Kim Jong-un.

Prima di dare il via a un alleggerimento delle sanzioni decise dall'ONU e volute dagli Stati Uniti, Trump vuole un preciso programma di disarmo nucleare da parte di Pyongyang, oltre a una dichiarazione di fine guerra di Corea. "Quel che abbiamo chiesto è stata una revoca parziale delle sanzioni, e non totale". Il presidente è ripartito subito, i nordcoreani no. E dopo la mezzanotte hanno pensato di spiegare la loro versione alla stampa: "Il Rispettato Maresciallo aveva proposto solo di annullare 5 degli 11 tipi di sanzioni, non tutte".

Una sconfitta per la diplomazia personale del presidente Usa Donald Trump, nessun concreto passo avanti in un percorso di disgelo iniziato a giugno dello scorso anno a Singapore. Ma il capo della Casa Bianca ha anche detto:e "ci sono volte che bisogna lasciare i negoziati e questa era una di quelle occasioni". "Si è sentito in un vicolo cieco per la prima volta e ha capito che non può godere più dell'impunità di cui ha goduto fino adesso". "Si è trattato delle sanzioni". Ma a questo punto a preoccupare Trump è anche il numero crescente di repubblicani che si interroga sui pericoli di un partito troppo legato al destino del tycoon. Il presidente Usa ha fatto capire che il nodo dei siti nucleari segreti nordcoreani ha impedito il raggiungimento di una soluzione condivisa.

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Ad ogni modo, il pilota tedesco ha voluto rassicurare sul feeling con la nuova SF90: "Penso che la macchina vada forte". Stiamo ancora cercando di capire la vettura , provando alcuni set-up diversi.

COREA DEL SUD - E all'indomani del fallito vertice, il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, ha fatto sapere che si consulterà con gli Stati Uniti sui progetti economici intercoreani già avviati.

Anche Kim non esce bene da Hanoi. Michael Cohen infatti ha detto di non avere "prove dirette di una collusione", di Trump o della sua campagna elettorale, con la Russia, argomento questo che è al centro delle accuse contro Trump. "E' di questo che stiamo discutendo ora". I media nordcoreani hanno messo in luce più i momenti di cordialità nell'incontro con Trump.

La Cina, grande alleato di Pyongyang, ha preso atto che il processo di pacificazione tra USA e Nordcorea non è qualcosa che si possa concludere in una notte. "C'è un gap. Vorrei farlo nel modo giusto, piuttosto che rapidamente". Trump e Kim hanno discusso "dei vari modi per far avanzare la denuclearizzazione e i concetti basati sull'economia". Invece, nel giro di pochi minuti tutto è cambiato: il tavolo apparecchiato per Trump e Kim è rimasto desolatamente vuoto, nessuna firma, nessun documento congiunto.

L'esito del summit rappresenta una sconfitta forse ancor più cocente per il leader nordcoreano. "E' uno sviluppo auspicabile" ha dichiarato il leader nordcoreano, in apertura dei colloqui formali ad Hanoi. I leader si erano inoltre dichiarati favorevoli ad aprire un ufficio di collegamento americano a Pyongyang.

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