Ue: in Italia squilibri eccessivi

Adjust Comment Print

Anche le finanze pubbliche sono globalmente migliorate, sebbene il debito di alcuni paesi sia ancora elevato.

Ma parlare di una manovra correttiva è prematuro, perché bisogna aspettare la nuova valutazione sui conti pubblici che quest'anno arriverà solo dopo le europee, e sarà basata sul Def che il Governo deve presentare entro metà aprile.

BRUXELLES - La Commissione europea, in un rapporto pubblicato ieri a Bruxelles, ha confermato la presenza di "squilibri eccessivi" a livello macroeconomico in Italia, dovuti all'"elevato debito pubblico" e alla "protratta debolezza delle dinamiche della produttività", che "implicano rischi con rilevanza transfrontaliera, in un contesto di crediti in sofferenza a livello ancora elevato e alta disoccupazione". Il Senato, con 149 sì, 110 no e 4 astenuti, ha dato il via libera al cosiddetto "decretone" che contiene le due misure cardine della maggioranza.

Che per l'Italia sarebbe arrivato un avvertimento si sapeva. Questo servirà anche a garantire una maggiore coerenza tra il coordinamento delle politiche economiche e l'uso dei fondi UE, che rappresentano una parte consistente degli investimenti pubblici in diversi Stati membri. Questo il commento di Fabio Fortuna, economista e rettore dell'università Niccolò Cusano, ai microfoni di Radio Cusano Campus, sui contenuti del Country report della Commissione Ue. Una nuova revisione dei conti dell'Italia è già annunciata per la prossima primavera. Secondo la Commissione nella manovra italiana non c'è nessuna misura in grado di rilanciare una crescita asfittica, che nelle previsioni della stessa Ue non supererà lo 0,2% per quest'anno.

Juventus, Allegri lascia i social: non compare più su Instagram e Twitter
La sua pagina Instagram recita "spiacenti questa pagina non è più disponibile", quella Twitter invece non esiste più. Rimane anche da capire se la scelta di rimanere lontano dal mondo dei social network sarà definitiva o temporanea.

Sostenere le famiglie. Tra i problemi posti in evidenza vi sono, su scala europea, e "con notevoli differenze tra Paese e Paese", "livelli di produttività modesti, l'invecchiamento della popolazione che si accentua, i rapidi mutamenti tecnologici che hanno un'incidenza considerevole sui mercati del lavoro".

"Non credo che le nostre misure stiano bloccando la crescita". "Anzi aiuteranno l'economia europea ad uscire dalla crisi, a far riprendere la crescita e l'export", replica il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio.

Nella giornata odierna l'esecutivo comunitario pubblicherà gli attesissimi Country Report, rapporti annuali sugli Stati membri dell'Unione, e nel caso italiano metterà nero su bianco le sue considerazioni sul futuro del Belpaese così come pensato dall'esecutivo gialloverde. "Per mantenere il nostro tenore di vita dobbiamo assolutamente investire con la massima priorità nelle competenze, puntando in particolare a migliorarne il livello per le persone poco qualificate".

Comments