Juventus, Benatia: "Allegri mi aveva rassicurato ma non giocavo più"

Adjust Comment Print

Da tifoso quale sono adesso, mi aspettavo che facesse la partita.

Medhi Benatia non perde occasione per lanciare messaggi d'affetto alla Juventus e ai suoi ormai ex compagni di squadra attraverso i social. Alla Juventus invece - dopo l'annata passata e il ritorno di Bonucci - una riserva.

Sarri: "Napoli-Juve? Ovvio che la guarderò e farò il tifo"
Mentre tutti parlavano dell'esonero io ero con la società a programmare il ritiro del prossimo anno in estate, quindi... Chelsea e Brighton una gara in meno.

L'ex difensore della Juventus Medhi Benatia, che a gennaio si è trasferito in Qatar, all'Al-Duhail, ai microfoni di Sky ha motivato il suo addio repentino al club bianconero nella sessione invernale di mercato, e si è tolto qualche sassolino (o macigno) dalle scarpe parlando di Massimiliano Allegri. Ho parlato con mia moglie, i miei figli, che mi chiedevano sempre: 'Papà, perché non giochi?'. Non giocavo mai e questo mi bruciava dentro. "L'Atletico è' una squadra difficile da affrontare, molto - dice il difensore marocchino a Skysport -". Quando è arrivato Bonucci sono andato dal mister Allegri, che mi ha rassicurato dicendomi che aveva bisogno di me e che avrei avuto il tempo di giocare, essendo tra i centrali più forti al mondo.

Secondo Benatia, l'anno scorso i partenopei giocavano meglio rispetto alla Juventus, la quale però contando sulla mentalità vincente era più concreta tanto da inanellare una striscia di 16 o 18 partite senza subire gol. Poi non so se è l'uomo giusto per vincerle la Champions. L'ultima partita che ho fatto è stata a Milano contro il Milan e penso di aver fatto una buona gara, poi sono stato sempre fuori - ha ricordato Benatia - Allegri ha sempre fatto bene, ha fatto due finali di Champions e nonostante non mi faceva giocare capisce di calcio. Belli anche gli allenamenti con Ronaldo, con cui ha condiviso lo spogliatoio per sei mesi: "Quando lo guardi in allenamento, capisci che è un campione sotto tutti i punti di vista". E' uno che lavora più di tutti è una macchina da guerra. "Ha una voglia di vincere e di essere il migliore al mondo, non è arroganza è la convinzione di allenarsi per diventare ancora più forte ". E sono pericolosi su palla inattiva come si è visto all'andata. "Sicuramente la Juve non è finita e sono sicuro che hanno la qualità per passare questo turno e sopratutto per andare in finale, dove ho promesso di esserci a tifare per loro".

Comments