Bankitalia è pubblica. L'oro è suo e il governo non può usarlo

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Quanto all'oro, è "una piccola componente che è della Banca d'Italia e che, come nessuna attività della Banca d'Italia, può essere usata come finanziamento monetario del Tesoro". "In Bankitalia si fa il massimo per il bene della comunità e del Paese". "E non è vero che si fa tutto a Francoforte, come spesso si dice".

Ha affermato con forza che la Banca centrale italiana ha natura pubblica, non appartiene a privanti, pertanto anche i suoi dipendenti svolgono un servizio di ordine pubblico e si adopera per la comunità. "Questi 85 miliardi - ha aggiunto Visco - sono parte delle attivita' complessive di Bankitalia per 900 miliardi", dunque l'oro rappresenta "meno del 10% del totale".

Visco, che parlava accanto al ministro dell'Economia Giovanni Tria, è anche tornato sulle polemiche riguardo al bail-in e alla mancata capacità dell'Italia di evitare che a livello europeo venissero adottato norme poi palesemente inadeguate alla prova dei fatti. Al di là dei casi di "mala gestione", puntualmente individuati dalla Banca d'Italia, oggi la difficoltà "non è la Vigilanza, ma la gestione delle crisi che è diventata quasi impossibile" con le nuove regole Ue. Con le grandi banche ci sono stati degli aumenti di capitale. "La crescita è fondamentale: se i tassi di interesse nel mondo sono sotto i tassi di crescita, da noi sono sopra i tassi di crescita: c'è un problema".

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Il ministro dell'Interno ha pubblicato lo scatto e ha scritto, a didascalia della foto, " Che gentile signora ". Gli direi che nel 2019 le idee di odio contro cui abbiamo manifestato sono destinate a morire.

"Visco ha parlato anche dei fattori che hanno penalizzato l" italia, citando il gap infrastrutturale e la scarsa "capacità di cambiamento e adeguamento", affermando che "il ritardo ha causato un abbassamento della capacità di crescita totale della produttività e non c'e' stato lo sforzo innovativo per cogliere il progresso". E proprio su questo Visco ha sollevato il problema dell'insufficiente contributo del settore privato.

Immediata e indignata la reazione du Giorgia Meloni, che promette battaglia: "l governatore Visco sostiene che le riserve auree italiane sono di proprietà di Bankitalia. Ciò che è veramente molto indietro è la ricerca nelle imprese private ed è lì - ha concluso - che bisogna chiedersi il perché".

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