Tav, è tempo di scadenze: al voto mozioni di sfiducia a Toninelli

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A poche ore dal vertice a Palazzo Chigi tra Di Maio e Salvini per trovare una soluzione, che si trascina da settimane, sulla Torino-Lione il ministro campione di gaffe farà ancora una volta il vaso di coccio. Il parlamentare piemontese ha fatto della battaglia contro l'alta velocità Torino-Lione una delle stelle polari della sua azione politica e non le manda a dire alla Lega, che sul tema cerca una mediazione con il Movimento 5 Stelle.

"La Tav si farà, è ridicolo quello che si vede, Toninelli che dice "dò il via, tanto tra sei mesi posso riprenderlo", ma dai il via a dei lavori, a delle assunzioni, a delle spese importanti per il Paese e l' Europa e fra qualche mese togli questo via?" L'attacco continuo a cui è sottoposto il ministro Toninelli sta acquisendo dei contorni davvero grotteschi: si attacca un ministro che ha dato il là a una grande opera di messa in sicurezza delle infrastrutture del Paese, riaprendo i cantieri in tutta Italia, ha bloccato l'aumento dei pedaggi e iniziato ad attaccare il malcostume delle concessioni autostradale, fino ad oggi vergognosamente sbilanciate a favore dei privati. Ma il Sì Tav è Forza Italia, ricordo che il Pd ha sempre tenuto un atteggiamento molto ambiguo: diceva sì a Torino, ma no in Val di Susa. "Di quei 600, che poi magari saranno 300, la stragrande maggioranza sono regionali e stiamo analizzando nello specifico gli stati di avanzamento". Se Lega e Movimento Cinque Stelle dovessero decidere di tenere fede agli accordi giù firmati, l'Ue procederebbe con il versamento dei fondi.

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Sono tre i punti attorno a cui ruota la lettera: difendere la libertà, proteggere il continente e ritrovare lo spirito del progresso.

Nelle divisioni affonda il coltello la ministra francese con delega ai Trasporti Elisabeth Borne, che lancia un ultimatum al governo Conte: "È giunto il momento per gli italiani di confermarci se vogliono realizzare questo progetto". La Tav infatti è un'opera già finanziata, che prevede anche opere compensative da realizzare nei comuni del percorso della tratta ferroviaria. Nulla di più assurdo e falso. Lo annuncia la capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera Raffaella Paita.

Insomma le condizioni per una tempesta perfetta ci sono tutte. Ma l'iniziativa alza ulteriormente la temperatura dello scontro, con i Cinquestelle che rinfacciano al Pd le concessioni autostradali ai Benetton.

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