Tav, Ramella: studio Ue su alta velocità non è firmato da Ponti

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Con Lei non possiamo non chiedere la sua opinione in merito alla Tav e non reputa che questo braccio di ferro tra i due vicepremier alla lunga può provocare una spaccatura importante in questo governo? "Non misura i costi, ma il traffico, l'occupazione e l'impatto sulle imprese, la analisi di impatto si occupa di ipotesi di valore aggiunto", risponde il presidente della Commissione ad hoc a Mattino 5 commentando proprio lo studio riservato della Ue che, come riferito dal Tg di La7, sarebbe stato redatto da numerosi ricercatori di varie nazioni tra cui la sua società. "Viene però ribadito che linea ferroviaria attuale, il cui secondo binario è stato completato solo nel 1984, deve restare sostanzialmente quella che è, perché un cambio di pendenza tra Susa ed Oulx comporterebbe la realizzazione di una linea ferroviaria tutta nuova con imponenti lavori a mezza costa". Tra le società che lo hanno redatto c'è la TRT trasporti e territorio, la società dell'ingegner Ponti, che in Italia ha redatto l'analisi costi benefici per conto di Toninelli bocciando la Tav. Il report della Commissione europea di 116 pagine, dà infatti il via libera all'opera, calcolando i vantaggi del corridoio Mediterraneo di cui fa appunto parte la Torino-Lione. Per quanto riguarda i risparmi dei tempi di percorrenza sul corridoio Mediterraneo, stimati al 30% per i passeggeri, "si tratta di risparmi sulla rete: grazie a questi interventi, i tempi si riducono, su tutto il corridoio Mediterraneo, che è lungo più 8mila km". Non ci sono i costi in quella analisi lì.

Non solo. Stando all'analisi, nei prossimi 10 anni, nel cantiere della Torino-Lione, per ogni miliardo investito nel cantiere si potranno creare 15mila posti di lavoro. Ma la società dello stesso Ponti firma anche l'analisi positiva dell'Europa. Quest'ultimo, peraltro, "non solo non ha firmato la ricerca, ma non ne conosce in alcun modo i contenuti".

Il futuro della TAV diventa così sempre più precario e si ha l'impressione che l'obiettivo sia quello di scaricare le responsabilità di un No sul governo francese e la UE, privilegiando così gli aspetti elettorali su quelli delle scelte strategiche per lo sviluppo.

Roma a rapporto da Di Francesco: nessun ritiro anticipato dopo il flop
Al confronto era assente il tecnico romanista, Eusebio Di Francesco , impegnato nelle interviste. Monchi , con il fido Ricky Massara e Francesco Totti.

La relazione presentata anche all'Unione europea arriva a conclusioni discordanti rispetto a quelle dell'analisi costi-benefici commissionata dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Clicca qui per il documento integrale in esclusiva riportato da TgCom.

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