Bruxelles deferisce Italia a Corte Ue su smog e fogne

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Si tratta di Torino, Milano, Bergamo, Brescia, Genova, Firenze, Roma, Catania, l'area della Pianura lombarda ad alta urbanizzazione e l'area industriale siciliana. Milano, unica in Italia, ha anche sforato il limite orario nel periodo 2010-13. I paesi Ue che hanno avuto o hanno contenziosi con Bruxelles sulla qualità dell'aria sono venti. Sempre nel maggio 2018, l'Italia era stata deferita alla Corte di giustizia per via dei livelli costantemente elevati di emissioni si un altro componente importante dell'inquinamento atmosferico, il particolato PM10.Il secondo ricorso in Corte di Giustizia della Commissione contro contro l'Italia riguarda l'inquinamento dell'acqua. Il deferimento ala Corte è l'ultimo stadio di una procedura d'infrazione che era stata aperta nel 2015, e confermata con un "parere motivato" il 15 febbraio 2017."L'inquinamento atmosferico provoca direttamente malattie gravi e croniche come asma, problemi cardiovascolari e cancro ai polmoni".

La Commissione ritiene che 620 agglomerati in 16 regioni (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta e Veneto) violino le norme dell'UE in materia di raccolta o di trattamento delle acque reflue urbane.

Per cambiare la situazione si sta pensando di organizzare degli incontri riguardo l'aria pulita tra i rappresentanti della Commissione Ue ed i ministri e le autorità regionali e locali, al fine di scambiare informazioni sulle migliori pratiche e strategie per ridurre l'inquinamento.

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Ciò che è veramente molto indietro è la ricerca nelle imprese private ed è lì - ha concluso - che bisogna chiedersi il perché". E proprio su questo Visco ha sollevato il problema dell'insufficiente contributo del settore privato.

Per quanto concerne l'adeguamento dei sistemi fognari e di depurazione, l'Italia ha subito quattro procedure di infrazione ed è già stata condannata a pagare diverse sanzioni per mancata conformità in oltre 70 agglomerati da 15mila residenti. L'Italia aveva anche l'obbligo, entro il 1998, di predisporre un trattamento piu' spinto per le aree sensibili e degli impianti di trattamento biologico delle acque.

Secondo quanto reso noto dall'Esecutivo Ue con un comunicato stampa pubblicato il 7 marzo 2019, l'Italia non ha ancora garantito che tutti gli agglomerati con una popolazione di oltre 2mila abitanti dispongano di reti fognarie per le acque reflue urbane e che le acque reflue urbane che confluiscono nelle reti fognarie siano trattate in modo adeguato prima dello scarico.

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