Strage Ethiopian Airlines, lo strazio dei parenti - Primopiano

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La Ethiopian Airlines ha pubblicato una foto che mostra l'ad della compagnia in piedi tra le macerie dell'aereo che si è schiantato dopo il decollo da Addis Abeba. La notizia arriva, stando a fonti Ansa, direttamente dal governo del Kenya. Il velivolo è scomparso dai radar sei minuti dopo la partenza, in un'area che dista 48 chilometri dalla capitale etiopica. Verifica in corso sull'identità dei passeggeri, ma arrivano le prime conferme che nella lista dei passeggeri ci siano anche tre passeggeri di una onlus bergamasca, due uomini e una donna. L'aereo era decollato a Adis Abeba ed era diretto a Nairobi. Abiy comunque ha ordinato un'inchiesta sulla cause del disastro e non si esclude che possa anche trattarsi di un attentato. L'aereo con 149 passeggeri e 8 membri dell'equipaggio, era diretto a Nairobi.

Il pilota del volo precipitato vicino ad Addis Abeba aveva allertato i controllori di volo segnalando qualche "difficoltà" e dicendo di voler tornare indietro.

L'aereo era un Boeing 737-800 MAX. Morte 157 persone, di cui otto italiani.

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Ecco quanto tradotto dalla nostra redazione: "Il fatto che i miei figli lavorino è per dare loro dignità . Non voglio sminuire un lavoro assolutamente degno, però è qualcosa di insolito".

"L'Ethiopian Airlines gode di una buona reputazione in termini di sicurezza, una delle migliori in Africa, sebbene nel 2010 - come ricorda la Bbc - un suo aereo precipitò nel Mar Mediterraneo dopo il decollo da Beirut, in Libano".

32 keniani, 18 canadesi, 9 etiopi, 8 cinesi, 8 statunitensi, 7 britannici, 7 francesi, 6 egiziani, 5 olandesi, quattro persone con passaporto delle Nazioni Unite, 4 indiani, 3 russi, 2 marocchini, 2 israeliani, un belga, un ugandese, uno yemenita, un sudanese, un togolese, un mozambicano e un norvegese. "Lo staff di Ethiopian Airlines verrà inviato sulla scena dell'incidente e farà tutto il possibile per assistere i servizi di emergenza". La linea e lo scalo coinvolti nell'incidente sono spesso usati da italiani per raggiungere il Kenya.

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