Brexit, la Camera boccia (di nuovo) l'accordo May-Ue: Londra nel caos

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Quindi, salvo cambiamenti di programma dell'ultimo minuto, i Comuni si riuniranno nuovamente per decidere sull'opzione 'no deal', vale a dire se procedere o meno con una Brexit senza accordo il 29 marzo, la data fissata per l'uscita del Regno Unito dalla Ue. In realtà, come spiegato dalla stessa premier Theresa May, per evitare un'uscita senza accordo il Parlamento britannico deve votare un accordo e finora non lo ha fatto.

"La mozione del governo che sarà presentata" giovedì "fissa a mercoledì prossimo la scadenza per approvare un accordo sulla Brexit" ha annunciato lo speaker della Camera dei comuni, John Bercow, precisando che "se per allora sarà approvato un accordo, il governo chiederà una proroga dell'articolo 50 fino al 30 giugno". I deputati a Westminster hanno bocciato l'accordo di divorzio dall'Ue, da lei siglato con Bruxelles, 242 a favore e 391 contro.

Il si alla mozione emendata che esclude l'uscita senza accordo è stata una parziale sorpresa. La premier aveva già subito una pesante sconfitta lo scorso 15 gennaio, quando l'accordo era stato respinto con una maggioranza di 230 voti. Il parere negativo dell'avvocato generale dello Stato Geoffrey Cox sulle implicazioni legali del 'backstop' ha spinto la fronda euroscettica del Partito conservatore e gli alleati nordirlandesi del Democratic Unionist Party a votare No all'accordo. La mozione non è vincolante e ci sono ancora delle possibilità che il Regno Unito potrebbe comunque trovarsi fuori dall'Unione Europea senza un accordo. Potrebbero esserci nuove elezioni oppure un secondo referendum.

"Il corretto funzionamento delle istituzioni dell'Ue dovrà essere garantito", ha aggiunto. Ci sono solo due modi per lasciare l'Ue: con o senza un accordo. Si applicherebbero dunque le regole dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) e tornerebbero i dazi e i controlli alla frontiera su molte merci, incluse quelle ad alta deperibilità, sia nel commercio con i 27 Paesi Ue che con tutti i Paesi extra-Ue con cui l'Ue ha siglato accordi commerciali. Ma cosa deciderà di fare la controparte?

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Le intese allegate all'accordo sulla Brexit raggiunte ieri da Theresa May sono "legalmente vincolanti" e "riducono il rischio che il Regno Unito possa essere trattenuto indefinitamente e involontariamente" nel meccanismo del backstop.

Il verdetto è arrivato al termine di 48 ore frenetiche, che hanno lasciato May evidentemente provata, con il tormento della raucedine a minarne le corde vocali nel momento cruciale dell'introduzione del dibattito decisivo. Inoltre, "visto che i recenti sondaggi suggeriscono un piccolo vantaggio per i conservatori, il Premier May può contare su un ulteriore incentivo per spingere verso le elezioni".

"Una vittoria del partito laburista porterebbe probabilmente un po' di certezza in più, in quanto i leader del partito ha sostenuto l'unione doganale". L'alternativa, ha avvertito, è fra "questo accordo" e il rischio che "la Brexit vada perduta".

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