Brexit, Westminster boccia anche il "no deal"

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Il testo prevede che se il Parlamento approva l'accordo entro mercoledi' prossimo, il governo chiedera' alla Ue un rinvio al 30 giugno della data di uscita (oggi fissata al 29 marzo). Per evitare un balzo nei prezzi per i consumatori e una interruzione delle catene di fornitura, il Regno Unito ha già annunciato che taglierà i dazi sulle importazioni in caso di Brexit senza accordo, applicando un regime temporaneo che potrebbe durare fino a 12 mesi in attesa di definire tramite negoziati un sistema permantente. Anche se il contraccolpo più pericoloso (descritto come una potenziale "martellata sull'economia" dalla Confindustria del Regno) continua a incombere ovviamente sulla Gran Bretagna medesima. Se invece il suo accordo sara' bocciato per la terza volta, allora sara' necessario chiedere una estensione molto piu' lunga e il Regno Unito dovra' prendere parte alle elezioni europee di fine maggio. A differenza del voto di martedì, per il quale è stato determinante il parere negativo dell'avvocato generale dello Stato Geoffrey Cox sulle ultime aperture fatte dalla Ue sulla questione del 'backstop', la premier Theresa May dovrebbe farcela agevolmente. La Camera dei Comuni è tornata al voto dopo la bocciatura del "no deal", l'uscita senza accordo con l'Unione europea.

Ma evidentemente una parte anche più ampia delle elite economiche, anche contrarie in principio alla uscita, pensa di aver accumulato sufficienti ricchezze ed essere in grado di passare la nottata di crisi economica senza grandi conseguenze personali: solo questo può spiegare il fatto che l'opinione pubblica sembra ("sembra" non significa che lo sia davvero) tutto sommato pronta a affrontare un tale scenario catastrofico. Sa perfettamente che non riuscirà a negoziare un diverso accordo con l'Ue (lei stessa ha ricordato che quello sul tavolo, per Bruxelles, "è l'unico possibile"); e quanto a un secondo referendum, ha detto che rischierebbe di cancellare la Brexit e "danneggerebbe la fragile fiducia dei cittadini britannici" nella politica.

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Si ferma invece la corsa di Felix Auger-Aliassime, 18 anni da Montreal, numero 58 Atp (best ranking dopo la finale a Rio de Janeiro e i quarti a San Paolo).

I britannici non vogliono l'accordo negoziato con l'Unione europea e non vogliono nemmeno uscire senza un'intesa con Bruxelles. Ovver nessun accordo tra Regno Unito e Unione europea che porterebbe incertezza in entrambi i fronti. La mozione modificata e radicalizzata da un emendamento è passata contro il volere del governo che ha subito una nuova cocente sconfitta. Tra i prodotti italiani più venduti, il primo è il vino, che rappresenta il 24% del totale delle esportazioni Oltremanica, con un fatturato superiore a 830 milioni di euro.

(Teleborsa) - A Londra il cerchio si stringe.

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