Morte di Imane Fadil, cadavere off-limits all'obitorio: nemmeno i parenti possono vederlo

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"Stiamo puntando la nostra attenzione sulla concentrazione di alcuni metalli - afferma il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano - La stessa Imane Fadil ha detto di essere stata avvelenata e i sintomi sono compatibili".

La 33enne è deceduta il primo marzo dopo essere stata ricoverata all'Humanitas (Rozzano, Mi) per una grave disfunzione del midollo osseo, che aveva smesso di produrre globuli bianchi, rossi e piastrine. Dieci giorni prima di morire, la giovane ha confidato le sue paure al fratello e ai medici: il direttore sanitario assicura di avere avvertito la procura, che a sua volta sostiene di non essere mai stata mai informata dall'ospedale.

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Un commento, poi, anche sull'accostamento di Armando Izzo con la Roma: " Izzo ha un contratto con noi di 4 anni". Il sogno è il quarto posto? . "Quello che conta per noi è che Belotti è estremamente focalizzato sul Torino ".

Questo spiegherebbe perché, a più di due settimane dalla morte della super testimone del processo Ruby e dal sequestro delle cartelle cliniche, il corpo della modella sia ancora all'obitorio in attesa dell'autopsia, che sarà effettuata tra mercoledì e giovedì alla presenza di un pool di esperti guidati da Cristina Cattaneo, l'anatomopatologa dei casi più delicati. Così il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, rispondendo alla domanda di un giornalista a proposito della morte a Milano di Imane Fadil, una delle testimoni del processo sul caso Ruby. Aveva appena saputo di essere stata esclusa dalle parti civili del processo Ruby Ter. "Quello che ho letto delle sue dichiarazioni mi ha fatto sempre pensare che fossero tutte cose inventate e assurde". "Stiamo sentendo i testimoni, verranno sentiti anche i medici dell'Humanitas, e abbiamo disposto l'acquisizione dei suoi oggetti personali". Imane muore alle 6 del mattino del primo marzo, alle 10 viene sequestrata la cartella clinica, il 6 marzo diventano noti i risultati i dei test, ma si è atteso "altro" per disporre l'autopsia. Solo di recente, dopo che la malattia l'aveva già aggredita, il suo aspetto lasciava intuire minimi cedimenti. E se è vero che tutte le ipotesi restano però aperte, dall' errore medico al decesso per una patologia ancora non identificata, la vicenda appare piena di punti oscuri. Il siriano, rintracciato e interrogato dalla Procura, ovviamente smentì e quando gli chiesero se apparteneva a dei servizi segreti rispose di "non ricordare". E se sì, perché?

Al momento, infatti, esiste solo un "esito parziale" a sostegno della tesi del cocktail di elementi radioattivi che la ragazza avrebbe ingerito bevendo o mangiando qualcosa destinato ad ucciderla. "Io non ho mai conosciuto questa persona, né le ho mai parlato", ha poi sottolineato. È stata presa in carico da una équipe multidisciplinare che ha messo in campo ogni intervento clinico possibile per la cura e l'assistenza della giovane, compresi tutti gli approfondimenti diagnostici richiesti dai curanti. "Per ciò che succedeva ad Arcore noi ragazze che abbiamo deciso di non farci corrompere abbiamo pagato più di altre", aveva detto in un'intervista recente Imane, ragazza fragile che, in un colloquio un anno fa col 'Fatto Quotidiano' aveva parlato dell'esistenza di "una setta di Satana ad Arcore". "Allo stato ci si può solo chiedere 'cui prodest', a chi giova questa situazione, uno scenario che potrebbe influire sull'immagine di Berlusconi, anche se non ce lo vedo proprio, nella maniera più assoluta, a ordinare una cosa del genere".

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