Lorenzo Orsetti: chi era il fiorentino ucciso dall'Isis

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Un soldato iracheno davanti alla bandiera nera dello Stato islamico.

L'Isis ha diffuso poco fa la foto del cadavere senza vita di quello che viene descritto come "il crociato italiano Lorenzo Orsetti". Orsetti è il secondo italiano militante nelle fila delle forze curde e ucciso in Siria dopo Giovanni Francesco Asperti, morto lo scorso 7 dicembre. "Mi ero fidato di "livemap", credendo fosse Marashidah l'ultima città rimasta, invece scopro che è a Baghuz che si chiuderà questa storia". Aveva iniziato l'addestramento durante la caduta di Raqqa, era partito e aveva deciso si arruolarsi nell Ypg, l'Unità di protezione del popolo curdo, perché fortemente convinto dei valori della società del Rojava, la zona del nord della Siria a maggioranza curda. "È un anno e mezzo che è partito, voleva aiutare un popolo oppresso - aggiunge - ma io non dormo più".

Pochi giorni fa aveva raccontato la sua storia al Corriere Fiorentino.

Orsetti era attratto, come altri giovani, italiani e non, dalla struttura sociale e politica del Rojava (nome con cui si indica il Kurdistan siriano) dalla reale emancipazione della donna, dalla cooperazione sociale, dall'attenzione per l'ambiente e dalla sua struttura democratica. Per questi ideali sarei stato pronto a combattere anche altrove, in altri contesti.

Orsetti si faceva chiamare Tekoser e aveva preso l'abitudine di scrivere cosa succedeva al fronte.

Roberto Bolle intimo in 'Questa notte mi ha aperto gli occhi'
Un format inventato da lui con l'obiettivo di portare ancora la danza in tv e diffonderla sempre più ("la mia missione" dice). Il terzo episodio ha come sfondo Tokyo , con lo scrittore David Peace e l'ultima puntata si svolge a Milano .

"Sembra che il suo gruppo sia stato accerchiato, era con una unità araba, ma non so cosa significhi esattamente da un punto di vista militare - ha aggiunto - Li hanno uccisi tutti". "Hajin è stata la battaglia più dura, poi è andato tutto un po' meglio". Ma non era la prima.

E' un giorno molto triste questo.

La guerra in Siria è iniziata nel 2011 con una serie di rivolte contro Bashar al-Assad.

"Ciao, se state leggendo questo messaggio è segno che non sono più a questo mondo". Baghuz, invece, è ancora nelle mani del gruppo terrorista: motivo per cui qui proseguono ancora gli scontri. "A nome mio e della Regione Toscana desidero esprimere le più sentite condoglianze alla famiglia e a tutte le persone che gli hanno voluto bene", afferma il presidente della Regione Enrico Rossi.

I curdi non combattono solo per difendersi dall'Isis: vogliono - storicamente - arrivare a costruire uno stato curdo che comprenda parte della Siria, dell'Iraq e della Turchia.

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