Mare Jonio, i 48 migranti sbarcano a Lampedusa e urlano "Libertà, libertà"

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Il comandante della nave Mare Jonio Pietro Marrone è stato convocato nella notte nella caserma della Guardia di Finanza di Lampedusa. A bordo si trovano 49 migranti tra cui 12 minori. "Nelle prossime ore potrebbero scattare gli interrogatori dell'equipaggio", fanno sapere fonti del Viminale. È per questo che fin dal mattino si era profilata una soluzione onorevole per tutti: indagine-lampo della Finanza, denuncia alla procura di Agrigento, intervento della magistratura con sequestro della nave e rapida uscita di scena dell'Esecutivo. Il ministro dell'Interno Matteo Salvini vieta l'attracco al porto sicuro più vicino dopo che la Guardia Costiera ha autorizzato l'ancoraggio alla fonda. Sono parole di soddisfazione quelle espresse da Alessandro Metz, armatore e proprietario di 'Mare Jonio' il rimorchiatore che ieri ha potuto sbarcare a Lampedusa i migranti salvati al largo della Libia.

La nave ong Mare Jonio con a bordo 49 persone è stata sequestrata appena entrata nel porto di Lampedusa. "Arrestateli tutti", era esploso Salvini durante uno dei tanti collegamenti in radio. È come un'auto che non rispetta l'alt di un posto di blocco.

Anche Luigi Manconi e Valentina Calderone, presidente e direttrice di A buon diritto, hanno commentato: "Non esiste alcun provvedimento del consiglio dei ministri che abbia approvato una simile misura, illegale sotto il profilo normativo e costituzionale". Gli sbrachi continuano a susseguirsi e in seguito a un articolo pubblicato dalla testata Left la nostra redazione ha contattato il sindaco Totò Martello: il primo cittadino di Lampedusa ha confermato che sì, gli sbarchi dei migranti stanno continuando a verificarsi. Dunque i porti italiani erano e restano aperti, tanto più se a chiedere l'approdo è una nave italiana, battente bandiera italiana con equipaggio interamente italiano. Le condizioni dei migranti, partiti due giorni prima dalla Libia, "sono stabili" ma molti soffrono il mare mosso. I migranti arrivati a Lampedusa si sono messi a gridare "Liberté, liberté".

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In mattinata ha poi riunito un "tavolo permanente" per valutare l'operato della nave di Mediterranea, che ha pronunciato un verdetto di 'colpevolezza' ed un elenco di tutte le irregolarità che sarebbero state commesse dai responsabili della nave: non c'era, ha spiegato Salvini, "pericolo di affondamento né rischio di vita per persone a bordo, nessun mare in tempesta"; e ha aggiunto: "ignorate le indicazioni della Guardia Costiera libica che stava per intervenire, scelta di navigare verso l'Italia e non Libia o Tunisia, mettendo a rischio la vita di chi c'è a bordo, ma soprattutto disobbedienza alla richiesta di non entrare nelle acque italiane". I migranti "possono essere curati, vestiti, nutriti". "Hanno autonomamente deciso di dirigersi verso l'Italia per motivi esclusivamente politici", ha aggiunto il ministro dell'Interno che ha definito Mare Jonio "una nave dei centri sociali".

Secondo il Ministro: "Questa non è stata un'operazione di salvataggio". "Qualsiasi comportamento difforme", sostiene il Viminale, "può essere letto come un'azione premeditata per trasportare in Italia immigrati clandestini e favorire il traffico di esseri umani". Il vicepremier aggiunge: "Dico che è un risultato storico perché non è una mia ipotesi che ci fossero delle illegalità e che si è infranta la legge".

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