Brexit, l'Unione europea indica due date, la May chiede ulteriore proroga

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"Io credo che sia tempo di attuare il voto popolare del 2017, senza ritardare la Brexit oltre il 30 giugno", ha tagliato corto la premier.

La richiesta del governo britannico di posticipare il Brexit al 30 giugno non può essere accolta a Bruxelles. Da Bruxelles, Tusk offre una sponda parlando di una proroga breve come di una soluzione "possibile, ma condizionata a un voto positivo ai Comuni" entro la settimana prossima.

"Nel caso in cui l'Accordo di uscita non fosse approvato dalla Camera dei Comuni, ci sarà una seconda riunione del Consiglio Europeo la prossima settimana", ha invece affermato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker.

"Londra avrà ancora la possibilità di un accordo, di una Brexit senza intesa, di una lunga estensione, o di revocare l'uscita", ha detto in conferenza stampa il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk.

Proroga breve, a patto di riuscire finalmente a strappare la problematica ratifica di Westminster sull'accordo su Brexit raggiunto a novembre.

Toninelli: "In estate riparte il cantiere dell'autostrada Asti-Cuneo"
Un sopralluogo "tecnico", a cui proseguirà dopo le 15 un incontro in Prefettura con alcuni sindaci della Granda. I cantieri della Asti-Cuneo , fermi dal 2012, ripartono "all'inizio dell'estate".

Ieri Theresa May ha attaccato con toni provocatori il Parlamento britannico e in un discorso televisivo serale alla nazione ha espresso "grande rammarico personale" per aver dovuto invocare lo slittamento attribuendone la colpa alla Camera dei Comuni.

Questa l'offerta Ue alla Gran Bretagna sulla Brexit: due date per decidere, il 22 maggio e il 12 aprile.

Parlando ai giornalisti, la May si è detta ancora convinta che il Regno Unito lascerà l'UE, in applicazione di quanto deciso nel referendum del 2016, la cosa fondamentale è fare tutto in maniera corretta e ordinata.

Al momento la May temporeggia per provare a strappare in extremis un si alle ali più intransigenti dei Conservatori. Il 12 aprile è la data chiave per la decisione del Regno Unito, se tenere o meno le elezioni europee. "Fino ad a quella data tutte le opzioni rimarranno aperte e che la data del precipizio verrà ritardata" ha dichiarato Tusk. Concedendo un mese in più, l'Unione Europea dimostra di voler andare incontro alle oggettive difficoltà che sta incontrando Theresa May, ma non è disposta a tollerare oltre.

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