Il ministro Tria: "Una manovra correttiva? Nessuno ce la chiede"

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"Bisogna lavorare per la normale fisiologia", ha aggiunto il ministro.

"In questi giorni approveremo i decreti sblocca cantieri e poi le misure necessarie per contrastare la stagnazione, spero che lo sblocca cantieri venga approvato subito, anche prima dell'approvazione del Def", ha poi detto Tria. Tria ha concluso affermando che "il sistema bancario italiano non ha qualcosa da nascondere, sono altri i sistemi bancari che hanno problemi da nascondere". In questo periodo siamo di fronte a un rallentamento, perché "si è fermato il motore, la Germania", e conseguentemente "si è fermata anche la parte più produttiva dell'Italia, quella del manifatturiero che esporta".

BANCHE - Capitolo banche, Tria ritiene che "attaccare il sistema bancario italiano, mettere in dubbio non solo la sua solidità, la ma anche sua capacità, la sua resilienza e ponendo sospetto su di esso, significa avallare delle campagne europee che ci stanno attaccando e mettendo in difficoltà e minare l'interesse nazionale, nel momento in cui stiamo negoziando come arrivare all'unione bancaria". L'impatto di una crescita così squilibrata si ha nei paesi. Il ministro ha ricordato che il problema è che l'Italia "da dieci anni cresce un punto percentuale in meno del resto d'Europa, significa che la nostra economia è allo 'zero' mentre la Germania riesce a rimanere allo 0,7-0,8 per cento", ha aggiunto.

Riguardo a una manovra correttiva ha detto: "Nessuno ci sta chiedendo una manovra correttiva, quindi la escludo".

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E ancora Toti insiste: "La pazienza temo che l'abbiano persa gli elettori e ce lo hanno detto da tempo". La prima domanda riguardava la storia politica: "Cosa accadde il 27 marzo 1994?".

CRESCITA - "La crescita è necessaria ma non sufficiente - ha osservato il ministro - però ci vuole la crescita". Cosi' il ministro dell'economia e delle finanze, Giovanni, Tria, intervenendo al Festival dell'economia in corso a Firenze, riferendosi al dl relativo agli appalti.

Nel Paese c'è voglia di fare, non di piangere In Italia "c'è una spinta che vuole fare e togliere 'lacci e lacciuoli', come si diceva negli anni 70-80", ha dettoTria, sottolineando però che il punto di partenza di ogni provvedimento e decisione sarà "tenere sotto controllo la corruzione e le patologie che si possono presentare".

"C'e' qualche sensibilita' politica diversa". Sono i sistemi di altri Paesi ad avere problemi da nascondere.

Per il ministro "a parte alcuni casi, veramente pochi, di malagestione di alcune banche italiane, che hanno portato al loro fallimento, il sistema bancario italiano è uno dei più sani d'Europa e forse del mondo". Lo ha detto Tria aggiungendo che "dopo la crisi del 2008 questo era chiaro non avevamo titoli velenosi, derivati pericolosi, tossici, come le avevano e in alcuni casi hanno ancora molte banche europee, in primo luogo tedesche". "Ora il sistema bancario italiano si è consolidato e gli npl si sono ridotti di molto, dimezzati".

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